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Bus: ecco la rivoluzione

VERBANIA - 27/01/2010

Partiamo dall’inizio Marco: in campagna elettorale avevi annunciato con chiarezza l’intenzione di ridisegnare il progetto Liberobus. Dunque: nessuna sorpresa, eri stato onesto e i tuoi alleati lo sapevano. Però ora la bufera è scoppiata lo stesso. O no?

«La bufera viene agitata sempre da chi non conosce le nostre intenzioni e, nello specifico, cosa cambierà di Liberobus. Ho letto insulti e sciocchezze incredibili. Credo che prima bisognerebbe conoscere, poi discutere e semmai alla fine protestare, o no?».

In giunta recentemente c’è chi ha alzato la mano per opporsi al pacchetto di modifiche: è vero? Rischi la crisi?

«Ullalà! In giunta si discute sempre con serenità e liberamente. È vero che all’inizio qualche assessore avrebbe preferito mantenere lo “status quo” temendo polemiche, ma ora la proposta è condivisa da tutti. In ogni caso le diverse opinioni sono sempre legittime, non vedo perché se su un argomento ce ne fossero di diverse per questo debba andare in crisi la giunta».

Allora, scansati questi equivoci, facciamo chiarezza sul nuovo progetto, soprattutto in relazione all’utilizzo dell’autobus da parte di studenti e persone indigenti, che sono poi due dei nodi che più fanno discutere.

«La bozza prevede molte esenzione comunque un costo simbolico per l’utente. Ogni euro eventualmente risparmiato resterà vincolato ai fini sociali, piantiamola con la bufala che la destra è meno attenta della sinistra ai problemi delle fasce deboli. Piuttosto vogliamo essere meno demagoghi e puntare alla corresponsabilità dei cittadini».

Comunque il biglietto che sarà di nuovo a pagamento ha suscitato una parte di malcontento: hai saputo andare contro corrente, credi che pagherai questa scelta?

«Se il malcontento ci sarà perché, a fronte d’un biglietto da 30 centesimi (con un caffè al giorno si faranno tre corse!), si avrà un bus ogni quarto d’ora, allora ben venga il malcontento. Se si analizza la proposta credo che sia intelligente e logica, perché guarda alla qualità oltre che all’aspetto economico. La gente mi ha eletto perché faccia il sindaco seriamente, quindi anche per prendere posizioni che a prima vista siano criticabili. Ma io credo nel progetto di far usare al massimo i servizi pubblici: sono convinto che la gran parte dei verbanesi approverà».

La protesta corre anche su Facebook: vi avevano aderito pure alcuni giovani iscritti al Pdl, ora i loro nomi sono scomparsi. E’ opera tua/vostra?

«Ho letto tutti gli interventi ma a dispetto delle migliaia degli iscritti dichiarati a scambiarsi mail sono pochissime persone, sempre le stesse, tutte che scrivono senza conoscere e quasi tutte politicamente ben note. E figuriamoci se poi io impedisco a qualcuno di esprimersi!».

Se l’intenzione, o una delle intenzioni, era quella, come mi è parso di capire, di limitare il numero dei viaggiatori abusivi, perché non aumentare, più semplicemente, il numero dei controlli? 

«Perché i controlli si impongono comunque, li faremo, ma costano. Sarà più facile verificare chi sale in vettura e - con in controllori - risolvere anche il problema: quanti, come, quando usano il bus? Si impone serietà per tutti, anche verso chi oggi paga e non usa mai il bus (sono, purtroppo, oltre l’80% dei verbanesi) che vanno spinti invece ad usare il servizio pubblico con più corse e qualità. Certo che con 600.000 euro si potrebbero fare innumerevoli altre azioni sociali che oggi a Verbania non possiamo finanziare. Se sia meglio o no spenderli per regalare il biglietto del bus va quindi almeno verificato».


Alessandro Garavaldi

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