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Articolo di Cronaca

Il “gruppo” della 3ª C ha vinto
un concorso dedicato alla pace

OMEGNA - 26/01/2010

La cosa particolare di questa bella conquista è che i ragazzi hanno lavora in piena autonomia. «A settembre la professoressa di religione, Barbara Cressoni, entra in classe - così spiega la regista dell’impresa, l’omegnese Carlotta Bartolucci - e illustra l’esistenza del concorso nazionale relativo ai temi della “non violenza”, promosso dalla “Marcia mondiale della pace” e da Guna (azienda di prodotti farmaceutici di origine biologica), così abbiamo deciso di parteciparvi». Lanciato alle scuole in concomitanza con l’inizio della marcia della pace, partita venerdì 2 ottobre scorso da Wellington, in Nuova Zelanda, e conclusa a Punta de Vacas in Argentina il 2 gennaio scorso, il concorso nazionale “Facciamo la pace” si rivolgeva alle classi della terza media. Testi, video, immagini sulle parole chiave della non violenza sono arrivati a fiumi a Torino, sede del concorso. Esattamente 137 le classi che hanno partecipato. La 3ª C di Omegna è arrivata seconda. «Ho detto ai miei compagni che volevo pensarci su e uno dopo l’altro mi hanno detto: “Anch’io... anch’io” e alla fine eravamo in 13 - racconta ancora Carlotta -. Così ho messo a disposizione la mia macchina fotografica e abbiamo iniziato a incontrarci in biblioteca periodicamente per spulciare tra i libri citazioni, frasi, slogan che avessero a che fare con il tema vasto della pace. Allo stesso tempo ci trovavamo “in giro” per fare le foto. Una volta ci siamo travestiti ognuno con un colore diverso, mettendoci vicini in scala cromatica come quella della mitica bandiera pacifista... Ci siamo divertiti!». E’ diventato come un gioco, da quello che racconta la ragazza, è perché no, chi l’ha detto che non debba essere un piacere, un’occasione per stare insieme e fare qualcosa di concreto?

«Facevamo la piramide umana e prima di scattare la foto bam, tutti giù per terra!», ride Carlotta. «Alla fine abbiamo comprato un album al mercato equo e solidale e abbiamo iniziato il lavoro di collage: foto e parole che hanno per noi a che fare con quell’immagine. E così è nato il nostro libro. Lo abbiamo consegnato alla professoressa e alla preside che lo hanno poi spedito a Torino». E il premio? «Un viaggio a Torino della durata di 3 giorni, con incontri, sessioni di lavoro e dibattiti sulla non violenza presso il Campus delle Nazioni unite di Torino». Un’esperienza che permetterà ai ragazzi di acquisire nuove competenze e soprattutto una maggiore consapevolezza sui temi della non violenza che potranno condividere anche coi propri coetanei.


Chiara Coppa

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