Meteo

Il meteo di oggi09/09/2010
23°C

Login

Giornale di domani - Ossola
Giornale di domani - Verbania, Cusio, Borgo

News

Articolo di Cronaca

Trovato un corpo senza testa

CREVOLADOSSOLA - 04/02/2010

Ha abbandonato il cadavere decapitato dell’uomo che avrebbe dovuto rilevargli l’azienda (e a cui pare dovesse molto denaro) a poche centinaia di metri dall’uscita della galleria Montecrevola, lasciandolo lungo il greto del torrente Diveria in frazione San Giovanni. Poi è tornato a Como nel suo negozio di armi, giusto in tempo per aprire la serranda e per veder arrivare la polizia, che lo ha fermato per omicidio volontario. E’ balzato all’onore delle cronache nazionali l’efferato delitto commesso lunedì sera da un commerciante incensurato, Alberto Arrighi, 40 anni, sposato e padre di due figli. Un insospettabile con fedina penale perfettamente pulita, anzi, lavorava addirittura come consulente balistico per la Procura, tra l’altro venne incaricato di redigere una perizia nel caso della strage di Erba della coppia Olindo Romano e Rosa Bazzi. Arrighi gestiva un negozio di armi e articoli per cacciatori nel centro storico di Como; gli affari da qualche tempo non andavano bene, ed era pronto a vendere l’attività ad un imprenditore comasco, Giacomo Brambilla, 43 anni, incensurato, in passato titolare di vari distributori di benzina Shell della zona. La discussione ha avuto però un tragico epilogo: Arrighi ha ucciso Brambilla con una pistola di piccolo calibro presa dalla sua vetrina, lo ha decapitato, ha caricato il corpo in macchina e portato sino in Ossola, meta abituale delle sue gite in vacanza, dove veniva probabilmente per esercitarsi allo sparo nell’apposita area attrezzata di Varzo, lasciandolo lungo il greto del Diveria. L’allarme è scattato nella notte tra lunedì e martedì dalla convivente di Giacomo Brambilla, preoccupata perché non lo vedeva rincasare. La donna ha chiamato la polizia e raccontato dell’appuntamento che il compagno aveva con l’Arrighi nel suo negozio. Entrati nell’armeria, gli agenti della polizia hanno trovato tracce di sangue, ma non il cadavere. Martedì è scattato il fermo di Arrighi, che è stato portato in Questura a Como, dove ha ammesso il delitto e dato agli agenti le indicazioni per ritrovare il cadavere. La polizia ha quindi svolto un sopralluogo nel paese di Somma Comasco, nella pizzeria del suocero di Arrighi, per trovare riscontri all’agghiacciante racconto dell’omicida. E lì infatti, ancora nel forno, hanno trovato la testa della vittima. Da chiarire il ruolo avuto dalla moglie e dal suocero sessantottenne di Arrighi, quest’ultimo fermato con l’accusa di favoreggiamento ed occultamento di cadavere.


Uberto Gandolfi

Torna alla sezione


 
Copyright © 2007, Editoriale Eco Risveglio S.r.l. Partita IVA: 00476010038