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Adescava minorenni, poi le minacciava

DOMODOSSOLA - 28/01/2010

Deve rispondere di stalking, tentata violenza sessuale, distribuzione di materiale pedo pornografico, trattamento illecito dei dati personali oltre che di minacce, estorsione e ingiurie. Sono queste le pesanti accuse che i carabinieri della Compagnia di Domodossola hanno rivolto nei confronti di un giovane domese di 34 anni che si trova indagato, ma ancora in stato di libertà.

I fatti risalgono al mese di maggio e sarebbero andati avanti fino a novembre, quando alcune ragazze, quasi tutte minorenni, hanno deciso di presentare denuncia ai carabinieri stanche dei soprusi e delle continue telefonate che arrivavano sui loro cellulari con richieste di prestazioni sessuali. E così a novembre i militari hanno raccolto le denunce di cinque minorenni, che non hanno però concordato un’azione legale comune, nelle caserme di Varzo, Santa Maria Maggiore, Premosello Chiovenda e Domodossola. Tutte le denunce avevano lo stesso denominatore comune e per questo l’inchiesta è stata unificata. Con uno stratagemma l’uomo, che è di bella presenza e dimostra meno anni, adescava le ragazze alla stazione di Domodossola. Queste, sentendosi appagate dalle attenzioni di un ragazzo più grande (diceva di avere 22 anni), cedevano alle richieste del giovane che chiedeva loro foto in abbigliamento intimo da inviare sul suo telefonino. Una volta che le ragazze mandavano queste foto per loro iniziava un vero e proprio incubo, con telefonate e sms di un secondo uomo, che sosteneva di essere il cugino del 34enne al quale avevano inviato le foto e chiedeva loro prestazioni sessuali particolari con la minaccia della divulgazione delle foto. In realtà era sempre il 34enne a interpretare il ruolo del cugino; insomma, uno sdoppiamento di personalità per acquistare, da una parte, la fiducia delle ragazze, mentre d’altra cercava di ottenere in cambio prestazioni sessuali. Le ragazze infatti si rivolgevano alla persona alla quale avevano inviato le foto che cercava di tranquillizzarle dando la colpa al fantomatico cugino. Le stesse ragazze ricevevano poi sms da un terzo numero di telefono con richieste di appuntamento per fare sesso. Anche in questo caso il telefonino, pur essendo stato acquistato da un’altra persona, era gestito dal 34enne domese. I carabinieri hanno scoperto che solo lui era l’autore di questo giro quando hanno effettuato la perquisizione nella sua abitazione e sequestrato i tre cellulari con numerose fotografie di ragazze, in prevalenze minorenni, in abbigliamento succinto. Ora il fascicolo è in procura al vaglio del sostituto procuratore Elisabetta Baj Macario; pare che però il numero delle ragazze cadute nella rete di questo uomo galante sia molto più vasto. Per questo i carabinieri invitano chi fosse caduto in questo giro a presentare denuncia presso una stazione dell’Arma.


Antonio Ciurleo

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