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Articolo di Cronaca

Uccisa a 14 anni da un grave male

STRESA - 03/02/2010

«Chiara in questi 14 mesi di malattia ha imparato ad accettare il suo dolore. Soprattutto in questo ultimo tempo ha offerto tutto: non si preoccupava tanto di sé quanto di noi che l’aiutavamo nelle cose che non riusciva a fare da sola. Tre settimane prima che salisse in cielo ci ha detto: “Che bello! Secondo me quando moriamo abbiamo il sorriso perché possiamo vederLo veramente in faccia». E’ così che le sorelle Federica e Roberta, assieme a mamma Valeria Sala, consigliere comunale a Stresa, e a papà Lino Calanna, commerciante, vogliono ricordare la loro Chiara, la 14enne di Stresa morta sabato 30 gennaio dopo un terribile male che l’aveva colpita più di un anno fa. E ancora: «“Ogni tanto”, diceva Chiara - racconta ancora la sorella -, “mi immagino com’è e ho un po’ paura, ma poi penso a questo e mi passa”. Noi, insieme a parenti, amici e conoscenti, abbiamo pregato per la sua guarigione, che non è avvenuta, ma tanti miracoli ci sono stati, bastava vedere come Chiara ha affrontato la malattia, con quale grinta e coraggio è andata a scuola o è stata con gli amici. Noi possiamo dire che il miracolo più grande non è stato la sua guarigione, ma quello che ci ha insegnato e dimostrato con grande fede e attaccamento a Cristo».

Prosegue Federica: «Con sempre maggior certezza possiamo fare nostro il pensiero di don Luigi Giussani: “Dio che ha fatto tutto chiede tutto a coloro che Egli preferisce per realizzare il Suo misterioso possesso del mondo, che a noi uomini può anche apparire solo confusione, tanto non è nostro”. Per questo domandiamo alla Madonna la sua stessa disarmata disponibilità di fronte all’imprevedibile che si inoltra nella nostra vita».

Parole che fanno sembrare meno incomprensibile la morte della 14enne che, come hanno detto i familiari, ha lottato contro un male incurabile, che l’aveva colpita nel novembre del 2008, per ben 14 mesi. I primi sintomi si erano manifestati durante un allenamento di pallavolo, sport che Chiara praticava nel Volley Ornavasso e che le aveva permesso di diventare il “capitano” della squadra. Poi le cure al San Raffaele di Milano e un destino che, purtroppo, sembrava non darle scampo.

Così in molti, a partire dal parroco di Stresa don Angelo Zanetta, e a quelli di Carciano, don Stefano Cavalletti, e di Gignese, don Giorgio Borroni, sul social network più utilizzato, Facebook, avevano dato vita ad un gruppo di preghiera in aiuto della 14enne. «Dallo scorso luglio ogni mercoledì sera - racconta don Borroni - recitavo una messa nella parrocchia di Gignese. Conoscevo personalmente Chiara perché ero stato il suo insegnante di religione alle scuole medie di Stresa. Era una ragazza forte e aveva una fede salda. Ha combattuto fino alla fine contro quel terribile male. A settembre sembrava che il cancro si fosse bloccato, tanto che era riuscita ad andare in vacanza con i suoi genitori e poi a Lourdes». Ma la speranza è durata poco. «Quindici giorni fa - dice ancora don Giorgio - le condizioni di Chiara erano peggiorate repentinamente, tanto che era stato necessario il ricovero all’ospedale Castelli di Verbania. Poi la famiglia aveva deciso di farle trascorrere gli ultimi giorni di vita a casa, a Stresa, circondata dall’affetto dei parenti e degli amici». Conclude, commosso, il parroco: «Avevo visto chiara ancora domenica 24 gennaio, era cosciente e serena, poi le ho dato l’ultimo saluto sabato pomeriggio, poco dopo essere spirata, intorno alle 18.30».

La notizia della morte di Chiara, proprio attraverso Facebook, ha fatto il giro, in poche ore, tra quanti la conoscevano e tra coloro che per lei avevano tanto pregato. «Rimarrai nei nostri pensieri e soprattutto nei nostri cuori. Adesso che sei lassù - ha scritto ancora Francesco sul social network - proteggi la tua famiglia piena di dolore». Caterina ha invece scritto: «Cara Chiara, in questo momento sono tutti intorno a te per darti l’ultimo saluto... ma tanto tu resterai sempre nei nostri pensieri. Tra gli angeli e le stelle ora ci sei tu che veglierai su tutti noi e ci trasmetterai la forza che hai sempre avuto fino alla fine. Ciao piccola ma grande stella». «Grazie capitano per il tuo affetto», è invece la frase di Roberto. «Sono orgoglioso di averti conosciuta - dice Angelo su Facebook - piccolo angioletto. Addio Chiara».

Ed erano in tanti i compagni di scuola della 1ª indirizzo tecnico-economico dell’istituto Ferrini di Verbania che la 14enne, finché le condizioni di salute lo avevano permesso, aveva frequentato con ottimi risultati. Alcuni di loro, durante i funerali che sono stati celebrati lunedì 1º febbraio nella chiesa parrocchiale di Stresa da don Angelo Zanetta e diversi altri parroci, hanno letto commossi dei messaggi indirizzati alla giovane.

Toccante anche il momento dei canti dei ragazzi di Comunione e Liberazione, movimento del quale fanno parte i genitori della 14enne.

A loro don Giorgio Borroni ha voluto trasmettere il messaggio che il vescovo della diocesi di Novara, Renato Corti, ha voluto inoltrare. «Gentili signori Valeria e Lino - ha scritto Corti in una lettera - sono particolarmente vicino alla vostra cara famiglia mentre affrontate la grande prova della separazione terrena dalla vostra Chiara. Attraverso don Giorgio Borroni, nei mesi scorsi, vi avevo assicurato il mio ricordo e la mia preghiera che rinnovo, in questo momento, unendomi spiritualmente alla celebrazione eucaristica di suffragio. Soltanto questa preghiera, come vi avevo scritto, può essere sorgente di consolazione e di pace, di speranza e di luce. A Cristo risorto affido Chiara, perché in Lui abbia pienezza di vita. A Maria, che ha accolto tra le sue braccia il Figlio deposto dalla croce, affido il vostro cammino. Sia Lei a raccogliere le vostre lacrime e a sostenervi nella fede. Vi ricordo insieme a Roberta e Federica, oltre che con tutti i familiari e parenti».

La famiglia, alla fine delle esequie, profondamente commossa ha voluto ringraziare tutti coloro che l’hanno «accompagnata con affetto e preghiere».

Un ultimo viaggio terreno, quello di Chiara, che ora riposa nel cimitero di Stresa, che di sicuro non impedirà a chi l’ha amata di continuare a ritrovarla nelle piccole gioie di tutti i giorni, così come nei dolori, facendo propri la forza e il coraggio che l’hanno contraddistinta. Il tutto nella certezza di rivederla, un giorno, con lo stesso sorriso che mai l’ha abbandonata.


Tiziana Amodei

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