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Anzasca: emergenza gas rientrata

MACUGNAGA - 22/07/2010

Proprio nel periodo migliore, quando i turisti tanto attesi avevano finalmente “invaso” i paesi della valle e gli alberghi di Macugnaga registravano il tutto esaurito, ecco che il sogno si infrange. E’ martedì mattina quando, attorno alle 8.15, durante uno scavo che la ditta Cogeis sta eseguendo in località Battigio (comune di Vanzone), si verifica l’accidentale rottura di una porzione del gasdotto per la fornitura del metano in valle Anzasca. Sembra che la condotta sotterranea fosse mal segnalata e che il manovratore dell’escavatore, abbia violentemente colpito con la benna il tubo, tratto in inganno dalla segnaletica poco chiara. E’ stato un urto molto forte che ha provocato, secondo quanto si è appreso in seguito, l’esplosione del vetro della ruspa e lasciato il manovratore in stato di shock (fortunatamente per l’uomo non vi sono state altre conseguenze). Immediata la chiusura dell’erogazione del gas nei comuni di Vanzone con San Carlo, Ceppomorelli e Macugnaga: 1.400 circa i contatori chiusi di cui 500 nella sola Perla del Rosa. Inizialmente si era pensato a un problema passeggero ma, col passare delle ore, si è capito che c’era qualcosa di più. Nella tarda mattinata gli uomini di Enel gas, coadiuvati da idraulici e ingegneri, hanno posto i sigilli a tutte le utenze, passando di casa in casa a piombare gli erogatori. A Macugnaga alcune strutture ricettive che usufruiscono dell’impianto a metano sono rimaste senza il gas per la cucina, e ovviamente senza l’acqua calda. Nonostante l’emergenza non ci sono state grandi proteste, anche se dopo la chiusura della strada dei giorni scorsi e la contemporanea sospensione dell’energia elettrica, tutti auspicano che i disservizi, con questo ultimo “colpetto”, siano terminati. Gli anzaschini, in ogni caso, abituati loro malgrado a ben altri disagi, si sono subito mossi per cercare vie alternative. Fortunatamente molti non possiedono l’impianto a metano ma a legna, a gasolio o a gas liquido, alcuni utilizzano anche sistemi di energia alternativa ecosostenibili. I turisti, dal canto loro, pur non possedendo la “tempra” anzaschina, hanno reagito pacatamente. Il gruppo operativo si è subito messo al lavoro e, alle 17 di martedì, il guasto era stato riparato. Per il ritorno del metano, però, si è dovuto aspettare e, alle 17.30 circa, sono giunti in paese i mezzi della protezione civile, con tanto di cucina da campo, per assicurare una cena calda a tutti coloro che non fossero in grado di prepararsi qualcosa a casa. Dalla mattina di mercoledì tutte le strutture ricettive e le case per ferie gestite da laici o religiosi hanno riavuto il gas.

Solo chi non si è fatto trovare in casa non ha avuto il contatore aperto: dove non fosse presente il proprietario si provvede invece alla piombatura del contatore e rilascio di avviso di chiamata con indicato il numero di telefono del pronto intervento.


Ore 19.30, tutti in fila per il rancio

Si può dire che l’abbiano presa bene. Anzaschini e villeggianti hanno fatto buon viso a cattiva sorte e, mettendosi in fila per ritirare il loro pasto caldo, martedì sera e ieri a mezzogiorno, azzardavano persino qualche battuta, in un clima quasi da “festa campestre”. I volontari della Protezione civile hanno sfornato 1500 piatti di minestra e risotto e le cucine da campo sono state allestite nelle piazze principali delle frazioni. A ritirare il “rancio”, però si sono presentate solo poco più di 300 persone: in tanti, infatti, hanno optato per andare a mangiarsi una pizza (nelle pizzerie funzionavano infatti i forni a legna) e qualcuno si è arrangiato con un metodo noto a chi vive in montagna, ovvero collegando taniche di kerosene alle stufe. Da Domodossola sono poi giunti camion con le bombole del gas e, insomma, l’allarme è in parte rientrato. Lo conferma anche il sindaco Givanna Boldini, ascoltata ieri nella tarda mattinata: «L’emergenza è cessata. I lavori di ripristino sono stati condotti con esperienza ed efficacia. Lodevole il lavoro svolto dal coordinatore degli uomini dell’Enel gas di Biella, che sono subito intervenuti e non hanno perso neppure un attimo di tempo. Un significativo apporto è giunto anche dalla Provincia del Vco e, naturalmente, dagli amministratori del Comune che si sono subito rimboccati le maniche e dalla squadra di Protezione civile, che ha dato prova di organizzazione e umanità. Nella giornata dioggi (mercoledì 21, ndr) sono state distribuiti ulteriori pasti caldi per i turisti e i residenti delle varie frazioni ma per questa sera dovrebbe essere tutto tornato alla normalità».


Cecilia Marone

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