Marcia indietro della giunta Albertella sull’intitolazione del lungolago a Sergio Ramelli. La notizia è stata comunicata poco meno di un’ora fa dal sindaco Giandomenico Albertella durante un evento pubblico. Ad essere intitolato a Ramelli sarà invece il ponte ciclopedonale sul San Bernardino, opera decisa e iniziata durante la giunta guidata da Silvia Marchionini. La mattina di domani, mercoledì, alle 11 è stata convocata una conferenza stampa in municipio sul tema. Tra le prime reazioni a caldo c’è quella di Franco Chiodi (foto), responsabile dell’Anpi Vco, associazione che ha lottato a lungo contro la nuova denominazione, arrivando pure a convocare una manifestazione che ha portato in piazza oltre 1.200 persone. «Parlo ovviamente a titolo personale perché non ho avuto modo di confrontarmi con le altre persone che si sono mobilitate al nostro fianco. Questa scelta dimostra da un lato la forza della nostra mobilitazione, un successo anche se parziale, di tutta l’iniziativa che evidentemente ha creato dei problemi importanti alla giunta e che gli ha impedito di continuare su quella strada, che era quella di una provocazione ancora più forte, per i noti motivi che già abbiamo esplicitato (da lì partirono i 42 Martiri poi fucilati a Fondotoce; ndr). Però questo non cambia la sostanza di fondo delle cose. Con tutta la solidarietà umana che posso avere verso i famigliari e gli amici di Ramelli, ci sono tante persone a cui si possono intitolare vie e strade. Per noi c’è sicuramente soddisfazione perché non c’è più quella grave provocazione, ma resta la contrarietà per il povero Ramelli, che è stato vittima di terrorismo rosso. Allora facciamo che intitolare il ponte metà a Ramelli e metà a Fausto e Iaio, anche loro vittime innocenti ma di terrorismo di stampo fascista? Non penso sia questo il gioco. Piuttosto cerchiamo un’intitolazione condivisa da tutti, un’intitolazione alle vittime della violenza politica degli anni di piombo. Oppure a personalità importanti o legate al territorio. Altrimenti si potrebbero proporre nomi di partigiani morti: io sono di Livorno, di nomi da proporre ne avrei, ma non credo sia il caso».


