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18 dicembre 2020 DOMODOSSOLA Roberto Bioglio

Un medico sospeso dall'attività: rinnovava patenti a persone prive di requisiti e senza sottoporle a visita. L'indagine compiuta dalla Stradale di Domodossola

Cronaca Prima pagina

Pizzicato dalla Polizia stradale di Domodossola, un medico certificatole è stato sospeso dall’esercizio della professione medica perché rinnovava la patente di guida a persone prive dei requisiti e senza visita medica. La decisione di assumere la misura cautelare interdittiva, emessa su richiesta del pubblico ministero, è stata del tribunale di Novara (il medico è infatti di quella zona) ma le indagini, coordinate dalla Procura di Novara, sono state effettuata dagli agenti domesi. Tutto è partito da una confidenza raccolta dagli agenti della Polstrada domese su una persona ultra 80enne residente in Ossola che aveva ottenuto il rinnovo, nonostante fisicamente non idoneo, rivolgendosi ad un’autoscuola della provincia di Novara. Queste confidenze hanno consentito, tramite l’acquisizione di tabulati telefonici e di documentazione presso gli uffici della Motorizzazione, di risalire ad altri fatti analoghi. Quello che i poliziotti domesi hanno scoperto era un vero e proprio sistema collaudato, che consentiva a persone molto anziane di ottenere il rinnovo senza nemmeno essere sottoposti alla visita medica, il tutto con gravi potenziali conseguenze sulla circolazione stradale. Spiegano dalla Polstrada: «L’attività investigativa consentiva di attribuire al medico certificatore circostanziate responsabilità in relazione al rilascio di quattro certificati per il rinnovo di altrettante patenti di guida. I reati ipotizzati a suo carico sono di falsità ideologica del pubblico ufficiale in atto pubblico continuata in concorso con altre persone». Essendo il sanitario (tra l’altro un medico militare in quiescenza) già recidivo ed essendoci concretamente il rischio di reiterazione del reato, il tribunale ha optato per la sospensione. L’uomo era stato già condannato nel 2012 per episodi simili ed era stato anche pizzicato nel 2016, insieme ad un altro ufficiale medico, dalla Polizia stradale di Vercelli nell’ambito dell’operazione “Password”, che aveva fatto emergere 450 patenti rinnovate senza visita e portato a 22 denunce.