Articolo

11 dicembre 2020 GRAVELLONA T. Luca Zirotti

Lavori al palazzetto dello sport di Gravellona Toce: quattro persone finiscono ai domiciliari. Sequestrati anche denaro e beni per 140mila euro

Cronaca Prima pagina

Corruzione, truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico nell’appalto del valore di 2,8 milioni di euro per il completamento del palazzetto dello sport di Gravellona Toce. Sono queste le accuse che hanno portato all’arresto di quattro persone poste ai domiciliari dalla Guardia di finanza di Torino su ordine del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Verbania, che ha disposto anche il sequestro di denaro e beni per 140mila euro. Secondo l’accusa, nel quadro emerso da oltre un anno di indagini tramite intercettazioni, pedinamenti e sequestro di numerosa documentazione, i responsabili della direzione lavori all’insaputa del Comune invece di operare nell’interesse dell’ente si sarebbero adoperati per far conseguire indebiti ed illeciti margini di profitto all’impresa aggiudicataria dell’appalto per circa 140mila euro. In manette sono finiti i due soggetti incaricati dal Comune della direzione lavori e due referenti della società torinese. I due responsabili della direzione lavori si sarebbero resi disponibili a predisporre un progetto esecutivo delle opere complementari ed una perizia di variante della struttura contenenti preventivi maggiorati o falsi, per far ottenere benefici economici in termini di risparmi di spesa all’impresa. Nel corso delle indagini le Fiamme gialle avevano già monitorato anche lo scambio di 2.500 euro in contanti tra l’imprenditore ed il direttore dei lavori. L’operazione ha toccato le province di Torino, Verbania e Varese. «Sono assolutamente sorpreso e stupito dalla notizia - è commento a caldo del sindaco di Gravellona Toce, Gianni Morandi -. L’ipotesi accusatoria riconosce che il Comune sarebbe parte lesa. I lavori relativi all’appalto in questione, mai sospeso nonostante le indagini fossero in corso da più di un anno, sono praticamente conclusi e sono in corso i collaudi che mi auguro possano chiudersi comunque positivamente. Resto in attesa degli sviluppi della vicenda confidando nel buon funzionamento della giustizia. Sono sicuro che presto verrà fatta chiarezza e saranno precisate le diverse responsabilità. Confido anche che nessuno ceda alla tentazione di ergersi a giudice emettendo sentenze affrettate».