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25 marzo 2020 DOMODOSSOLA Roberto Bioglio

Chiuso il Punto nascite dell'ospedale San Biagio

Cronaca Prima pagina
La Regione Piemonte ha deciso di chiudere temporaneamente il Punto nascite di Domodossola per utilizzare le sale operatorie e il personale della struttura a favore dell’emergenza Covid-19. La scelta è stata comunicata poco fa dall’assessore regionale Luigi Genesio Icardi ed è stata avvallata anche dal sindaco di Domodossola Lucio Pizzi e dal consigliere regionale Alberto Preioni, capogruppo della Lega nord. Una decisione non facile da prendere, ma il momento è molto particolare. I ricoveri continuano ad aumentare, c’è bisogno di posti in Terapia intensiva e ogni sala operatoria contiene un respiratore, fondamentale per superare questa crisi. Lucio Pizzi ha detto sì, ovviamente si immagina a denti stretti e a malincuore, conscio però che il momento è del tutto straordinario e che le barricate ora non servono. L’abbiamo raggiunto poco fa al telefono ma non aggiunge nulla a quanto affidato alla nota stampa. Parole, dice, meditate con attenzione. «Considerato il drammatico momento - scrive Pizzi - nonché la garanzia da parte dell’assessore regionale alla Sanità che appena superata la fase emergenziale verrà ripristinata la situazione attuale, ho ritenuto mio dovere concordare senza esitazione. Servono decisioni rapide e tutte le forze possibili devono essere concentrate prioritariamente a sconfiggere insieme l'epidemia». Preioni dice qualcosa di più, il momento è delicato, spiega, «e bisogna salvare delle vite e questo deve venire prima di tutto. Poi, finita l’emergenza, riapriremo il reparto e andremo avanti con l’ospedale nuovo». Il Punto nascite del San Biagio del resto non è un reparto qualunque. Già nel 2002 la Regione voleva chiuderlo. Troppi pochi parti. Troppi rischi per le mamme. E costi non più sostenibili. L’Ossola però si oppose duramente. Portò le mamme in piazza; la protesta fu molto intensa, finì sulle cronache di tutti i giornali nazionali e alla fine le mamme fermarono la decisione regionale. La politica del risparmio e la logica dei numeri tornò però a farsi sentire successivamente. Le battaglie per mantenere il presidio continuarono negli anni, con confronti anche drammatici (uno memorabile tra il governatore Cota e la gente inviperita in Comunità montana in via Romita), ma alla fine i bambini continuarono a venire al mondo a Domodossola. Ora il Punto nascite deve fermarsi. Temporaneamente, si spera, per far fronte a una situazione eccezionale, mai vista prima, non solo in Italia ma nel mondo intero. Per tornare alla normalità, come tutti noi. Più forti di prima, a fornire il suo servizio alle gente dell’Ossola. E a consentire a tutti gli ossolani il diritto di nascere nella propria terra.