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11 marzo 2016 VERBANIA

Un outlet all'ex Acetati?

Lettere
Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta di Comunità.Vb Che cosa succede nell’ex Acetati? Ci poniamo questa domanda da un po’ di tempo e, stando a quel che abbiamo capito, ci sembra arrivato il momento giusto per rivolgerla pubblicamente alla città. In tutta franchezza: stiamo mettendo le mani avanti. Esprimiamo ad alta voce alcuni ragionamenti nella speranza che possano essere utili per immaginare scenari futuri e riflettere sulla direzione che prenderà Verbania da qui ai prossimi 30 anni. A novembre la Sindaco rispose a una nostra interpellanza sulla bonifica del compendio industriale dismesso, confermando l’esistenza di 13 pratiche edilizie distinte presentate dalla proprietà. Fu allora che ci interrogammo sul perché non si affrontasse un progetto complessivo. Adesso raccogliamo voci di un possibile intervento molto più ampio, di grande portata, storico. Si dice che il gruppo Mossi & Ghisolfi voglia trasformare la vecchia fabbrica dell’acetato ex Rhodia in un parco commerciale, un outlet. Mettiamo il caso che sia vero e che al posto di capannoni, uffici e depositi sorgano negozi, ristoranti e parcheggi. Questa “piccola” Vicolungo avrà il pregio di riqualificare una vasta area della città oggi degradata, portare nelle casse verbanesi qualche milione di oneri di urbanizzazione, lasciare in pegno opere pubbliche fruibili per tutti come rotonde, parchi o parcheggi. Sul piano occupazionale è indubbio che decine di negozi e attività varie porteranno anche posti di lavoro per commesse, camerieri, cuochi, addetti alla vigilanza ecc… più di quelli attuali. Ma c’è anche il rovescio della medaglia. L’accentramento in un unico punto della città, non centrale, sarebbe una concorrenza fortissima, mortale, per il commercio tradizionale. Con l’outlet i mercati del venerdì a Pallanza e soprattutto del sabato a Intra (già attualmente in declino rispetto agli anni d’oro) saranno inutili. Con l’outlet si infliggerà un colpo durissimo al “quadrilatero” dello shopping di Intra che con fatica e con la pedonalizzazione delle piazze negli anni ’90, s’è creato tra il lago, San Vittore alta, corso Garibaldi e corso Cobianchi. Immaginiamo che per resistere alla concorrenza gli stessi commercianti saranno costretti a migrare nell’outlet, penalizzando i ristoranti e i bar – perché nell’outlet ci saranno anch’essi – che non avranno più clienti. Lo stesso avverrà per quel poco che rimane a Pallanza e in Ruga. Lo scenario è realistico e stride in maniera forte con il piano avviato contro la desertificazione commerciale nelle vie di Intra o nella via Tacchini che qualche mese fa la Sindaca annunciò sarebbe stata ridisegnata dall’architetto Mario Botta (a proposito: che fine ha fatto?). Queste nostre riflessioni, libere e pubbliche, le rivolgiamo alla città, a chi la amministra, agli operatori economici e ai professionisti. Speriamo siano colte come spunto nel dibattito. Siamo allarmati, non abbiamo preclusioni ideologiche ma riteniamo che questa volta, in un’operazione – comunque vada – storica per Verbania, non si possa improvvisare o decidere tra quei pochi eletti che hanno accesso alla stanza dei bottoni.