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05 febbraio 2021 DOMODOSSOLA Arianna Parsi

Dalla X del Soccorso alpino lettera di protesta contro la mancata vaccinazione anti Covid dei volontari

Cronaca Prima pagina

Un vero smacco per i volontari della X del Soccorso alpino del Vco: a loro niente vaccino dall’Asl. Matteo Gasparini: «La Regione aveva dato l’ok, ci avevano parlato di un vaccino day e poi non si è più fatto sentire nessuno. Ma è il modo? Adesso attraverso il nostro rappresentante regionale possono vaccinare i volontari, ma a Torino. Torino? Stiamo scherzando? Vuol dire che devo muovere un centinaio di volontari, fargli perdere un giorno di lavoro, perché qui l’Asl non è stata in grado di fare un’operazione dovuta!». Già, perché i volontari del Soccorso alpino operano a stretto contatto con le persone: «Si trovano le Unità cinofile, i tecnici, tutti nella squadra sono vaccinati tranne i nostri volontari. Solo dell’Ossola, tra l’altro, perché quelli delle altre province hanno avuto già la seconda dose in alcuni casi. E allora provocatoriamente Gasparini aggiunge: «Però all’ospedale del Valentino c’eravamo noi e la Croce Rossa, non l’Anpas (a cui l’Asl ha garantito già il vaccino, ndr) o gli amministrativi dell’Asl che stanno chiusi negli uffici». Uno sfogo, certo, che emerge da una serie di mancate risposte, come si legge nella lettera del Soccorso alpino che adesso pretende spiegazioni dall’Asl: «Circa un mese fa, a seguito dell’interessamento della presidenza regionale, i volontari del Soccorso alpino Piemontese erano stati inseriti tra gli aventi diritto alla vaccinazione, poiché operanti su interventi sanitari con pazienti potenzialmente positivi al vaccino. La cosa è anche confermata da alcuni interventi nel periodo delle forti nevicate dove chiamati a soccorrere persone isolate abbiamo poi scoperto essere positive al Covid. Fortunatamente senza contagio per i nostri volontari». E va avanti a spiegare Gasparini: «Ci avevano detto che il 31 gennaio sarebbe stato il vaccino day per tutti i volontari della  X delegazione Valdossola, quando per altro servizi di altre province avevano già completamente vaccinato i volontari. Quella data è saltata. La comunicazione ricevuta diceva: “La vostra istanza sarà presa in carico, se rientranti nelle categorie previste, dalla 1° fase vaccinale, non appena le condizioni organizzative consentiranno l’attivazione di nuovi slot di prenotazione”. Fiduciosi del fatto che siamo “rientranti nelle categorie previste, dalla 1° fase vaccinale” abbiamo atteso fino a ieri di essere sottoposti a vaccino. Nulla ricevendo, con due telefonate abbiamo scoperto, con nostro stupore, che non rientriamo nelle categorie della 1° fase vaccinale. Naturalmente pur avendo richiesto una comunicazione scritta in tal senso, ad oggi non abbiamo ancora ricevuto nulla. I servizi regionali di Cuneo, Vercelli, Biella ed Alessandria hanno somministrato la prima dose del vaccino a tutti i volontari ed in alcuni casi si è già conclusa anche la 2ª fase. A Torino inizieranno il 10 febbraio. Nonostante le continue telefonate all’Asl Vco, non siamo riusciti a sbloccare la situazione, mentre con un semplice interessamento del presidente presso la Città della Salute di Torino, abbiamo ottenuto di vaccinare tutti i nostri volontari a partire dal 10 febbraio. Ci chiediamo e chiediamo alla dottoressa Serpieri (manager Asl Vco, ndr): perché a Torino rientriamo nelle categorie previste per la 1° fase vaccinale mentre a Verbania no? Facciamo parte dello stesso servizio regionale. Perché dobbiamo inviare 140 volontari fino a Torino per fare un vaccino, spendendo soldi e tempo senza neanche avere la possibilità di scegliere quando? Chi paga gasolio e autostrada? Come giustifico l’assenza dal lavoro? Siamo la delegazione più lontana territorialmente da Torino, eppure per noi a Torino i vaccini ci sono, mentre per altre delegazioni tutto si è risolto sul territorio. Siamo consapevoli di essere privilegiati ad avere prima d’altri il vaccino, ma perché gli amministrativi dell’Asl sono stati tutti vaccinati, mentre noi che siamo sul territorio ed in contatto con pazienti potenzialmente positivi, non possiamo essere vaccinati?».