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09 maggio 2019 VERBANIA Redazione

False fatture, maxisequestro a Verbania

Cronaca

I Finanzieri del Comando Provinciale di Verbania hanno scoperto un ingente frode fiscale in campo Iva e hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Verbania, sequestrando oltre 2 milioni di euro. Sono scattate perquisizioni e sequestri oltre che nella provincia del Vco anche in quelle di Treviso, Monza Brianza, Como, Venezia, Milano, Torino e Biella. Il nome dell'operazione “OFFSET”, in italiano compensazione, richiama il sistema di frode congegnato attraverso l’utilizzo di false fatture. Per un valore complessivo di 2.235.000 euro sono stati sequestrati beni immobili, terreni, liquidità, autovetture, quote di partecipazione al capitale societario, orologi di pregio e un natante ormeggiato a Verbania. Il collaudato sistema di frode all’IVA avveniva nel campo dei metalli ferrosi. Nello specifico, le società cartiere, risultate essere tutte evasori totali, emettevano fatture imponibili IVA nei confronti delle società beneficiarie della frode, le quali, in luogo del pagamento del corrispettivo dovuto, le “compensavano” emettendo false fatture per eguale importo, in esenzione d'imposta nei confronti della medesima cartiera.

Inizialmente i Finanzieri si sono insospettiti dagli inusuali movimenti finanziari di un imprenditore verbanese, O.C., fittiziamente residente in territorio elvetico. L’imprenditore verbanese aveva quale principale fornitore della propria impresa (oltre 4 mln di euro di acquisti tra il 2013 ed il 2015) una società facente capo a un soggetto milanese deceduto nel 2000. I successivi riscontri hanno consentito di ricostruire un’estesa frode perpetrata attraverso l’emissione e l'utilizzo di fatture false per oltre 203 milioni di euro. Non vi sono dubbi della falsità delle fatture, chiaro è il dialogo tra due degli indagati agli atti dell’indagine “..se mi chiama il magistrato dico che sono fruttivendolo e che non mi occupo affatto di materiali ferrosi…”. Altro episodio singolare è la nascita di una controversia civile in relazione al mancato pagamento di false fatture per 300.000 euro. Nel corso del giudizio, per non corrispondere il pagamento richiesto, veniva contestato alla controparte che le fatture, anche se riportate nelle dichiarazioni, erano false.