Articolo

14 marzo 2020 SANTA MARIA MAGGIORE a.p.

In Valle Vigezzo con arnesi da scasso: denunciati

Cronaca Prima pagina

Due trentenni di origine rumena sono stati fermati ieri a Santa Maria Maggiore da una pattuglia di Carabinieri che effettuava i controlli sugli spostamenti per le disposizioni sul Covid-19. L'auto era in sosta in uno spiazzo laterale della strada. I due erano intenti ad osservare le vicine abitazioni. Di qui il controllo e la scoperta che nel bagagliaio della macchina custodivano i ferri del mestiere: cesoie, seghetti, tenaglie, scalpelli, grimaldelliSi tratta di uomini con precedenti per furto. Sono stati deferiti in stato di libertà per inosservanza dei provvedimenti in materia di spostamenti sul territorio nazionale e per il possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso. L'attrezzatura recuperata è stata posta sotto sequestro.

La domanda però è d'obbligo: ma non erano tutte piene le case dei villeggianti? Pare infatti dalle segnalazioni dei sindaci, che di case rimaste vuote nelle valli ossolane ce ne siano ben poche. Un problema di "fuga al buen retiro" che riguarderebbe tutte le Alpi se anche il presidente Uncem (Unione comunità montane), Marco Bussone ieri lanciava l'appello: «Stare a casa oggi fa bene alla montagna. I comuni non sono luoghi di villeggiatura per passare questi giorni di blocco delle attività economiche e scolastiche». Da giorni le forze dell'ordine in Ossola pattugliano le strade di accesso delle valli. Se in valle Anzasca sarebbero 200 i nuclei famigliari arrivati dalle province della Lombardia, e altrettanti, se non di più sarebbero arrivati in valle Vigezzo, in Formazza la situazione sembra più contenuta, ma desta preoccupazione il fenomeno del "pendolarismo". L'appello della sindaca, Bruna Papa: «Quando è stata compiuta la scelta di dividere il nucleo famigliare, chi ha deciso di rimanere giù deve continuare a farlo. Chi si muove è veicolo di infezione per le altre persone». Anche se molti dei villeggianti in Formazza sarebbero arrivati nel periodo di Carnevale, alcuni lettori hanno segnalato come nonni e nipotini abbiano trovato riparo in Formazza, ma sarebbero raggiunti nel fine settimana dai genitori: «Ripeto che noi abbiamo pochi nuclei famigliari, ma sarebbe un atto di sciacallaggio muoversi da zone ad alta contaminazione ad aree dove ancora non si registrano casi». Anche perché lo sforzo degli abitanti di Formazza per mantenere fede alle norme, non è equiparabile a quello delle aree urbane: qui c'è un solo negozio di alimentari, l'associazione di volontariato La Zolla porta agli anziani la spesa a domicilio. Non ci sono farmacie e il Comune si è organizzato con i medici di base, che salgono tre giorni a settimana, per reperire i farmaci necessari nelle due farmacie che si trovano più a valle. La sindaca: «Qui ci conosciamo tutti, fa un po' ridere, quando ci incontriamo per la strada, parlarci a due metri di distanza. Ma lo facciamo. La stagione è stata troncata, quasi tutte le attività sono a gestione famigliare, le ripercussioni economiche saranno pesanti, ma da subito abbiamo pensato alla salute con la chiusura dei rifugi e degli alberghi. I controlli ci sono: solo ieri abbiamo visto quattro pattuglie dei carabinieri che prendevano le targhe. Operano anche Forestale e Guardia di finanza. A loro va il mio grazie perché nonostante la crisi il numero delle forze dell'ordine non è cresciuto e devono far fronte a più emergenze contemporaneamente».