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17 giugno 2016 VERBANIA p.s.

Pd-Marchionini: Vallone rimette le deleghe al partito

Politica
La linea dura del segretario cittadino del Pd Nicolò Scalfi è passata e ieri sera, nella sede di via Roma a Intra, si è consumata quella che appare come una frattura profonda tra il sindaco e il partito in cui è stata eletta. L'assemblea degli iscritti del Partito democratico ha infatti votato a larga maggioranza il documento annunciato da Scalfi pochi giorni fa sulle pagine di Eco. «E' stata una serata dura, impegnativa in cui è stato dato un giudizio molto severo sulle dichiarazioni rilasciate su Eco dal sindaco - commenta oggi Scalfi -. In assemblea è stato proposto e votato un indirizzo politico preciso: in concreto viene richiesta al gruppo consigliare una posizione autonoma nel rispetto del programma 2014». Una sorta di appoggio esterno al sindaco? «Non mi piace la definizione di appoggio esterno - commenta ancora Scalfi - chiediamo al gruppo un confronto serio sui temi facendo prevalere alla fine la posizione maggioritaria e non necessariamente quella del sindaco. Questa non è la strada verso il commissariamento ma di certo è stato minato il rapporto fiduciario col sindaco». «Faccio mio l'impegno preso ieri col gruppo e lo porterò avanti - commenta il capogruppo del Pd Marco Tartari - ma ci tengo a dire che alcune delle questioni sollevate dal documento esistono già. Personalmente non ho mai votato senza approfondire e capire le questioni, c'è sempre stato un lavoro importante e credo che fino ad oggi da parte del sindaco ci sia sempre stato il rispetto dei capisaldi del programma elettorale. Ieri comunque, nonostante le tensioni, c'è stato un confronto serio, sono stati ascoltati tutti gli iscritti e credo che per certi versi il partito abbia riscoperto se stesso». Ma sempre ieri sera la giunta verbanese vede un pezzo "congelato". L'assessore al Bilancio Cinzia Vallone, eletta nel Pd e iscritta al Partito democratico, ha infatti deciso di rimettere in mano al suo partito le deleghe. «E' giusto che ora il Pd si esprima e dica se è giusto che io continui a lavorare in giunta oppure no». Unica nota positiva in questo clima di tensioni: gli iscritti al Pd sono passati da 80 a circa un centinaio. Tra i nuovi ingressi anche l'ex comunista Elio Tedesco. «A Tedesco che ha fatto la tessera abbiamo detto chiaramente che nel Pd si entra per far parte del Pd ma devo dire che da questo punto di vista la serata di ieri è stata molto democratica, c'è stato un dibattito e il partito ne è uscito rafforzato» chiude Scalfi.