Articolo

16 novembre 2016 MONTEBELLUNA

Veneto Banca, sì all'azione di responsabilità verso vecchi vertici

Cronaca
Gli azionisti di Veneto Banca hanno dato oggi il via libera all'azione di responsabilità proposta dal cda dell'istituto contro gli ex componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale in carica sino al 26 aprile 2014 e Vincenzo Consoli "in qualità di direttore generale, sulla base e nei limiti delle responsabilità riscontrabili ed imputabili a carico di ciascuno". All'assemblea erano presenti oltre 500 aventi diritto al voto, titolari di circa 9,9 mld azioni pari al 97,69%. I sì sono stati pari al 99,99%. Ma l'azione avrà dei paletti. Saranno esclusi i profili di mera irregolarità contabile e quelli oggetto di contestazione nei procedimenti sanzionatori attivati dalle Autorità di Vigilanza con accertamento penale in corso. L’attività istruttoria inerente all’azione di responsabilità, svolta dalla Banca in collaborazione con una società di consulenza forensic di primario standing e sottoposta all’esame di advisor esterni, ha riguardato due filoni analitici, recita una nota dell'istituto. 1) le anomalie nella gestione dei rischi connessi all’esercizio dell’attività bancaria, con riferimento in particolare alla valutazione incompleta, erronea, o procedimentalmente viziata del merito creditizio di 40 posizioni clienti in merito all’erogazione, gestione e monitoraggio di affidamenti concessi dalla Banca nel periodo compreso tra il gennaio 2006 e l’aprile 2014 (si parla du circa 402 milioni di euro di esposizione, con perdite e accantonamenti per circa 198 milioni di euro). 2) la verifica di talune specifiche operazioni, nelle quali il consulente forensic ha riscontrato: • l’irregolare gestione degli ordini di compravendita di azioni di Veneto Banca e/o la assunzione da parte della Banca di specifiche obbligazioni negoziali in favore di determinati clienti/azionisti nella prospettiva di favorire il mantenimento o l’accrescimento della partecipazione azionaria dei medesimi nella Banca; • pagamenti di consulenti ed altri prestatori di servizi in assenza di contratto/mandato o comunque in assenza dell’evidenza del servizio reso; • operazioni compiute in assenza di informativa al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale ed in situazioni di conflitto di interessi; • anomalie in materia di assunzione e/o retribuzione del personale; • anomalie in relazione a determinate operazioni di acquisto aventi ad oggetto, inter alia, beni quali opere d’arte. Per il futuro è ancora da definire il piano industriale che dovrebbe essere presentato entro fine anno. L'ad Cristiano Carrus non esclude la fusione con Vicenza e il timore in ambiente sindacale è che possa comportare secondo alcune stime mille esuberi.