Si fa la conta dei danni causati dal nubifragio che si è abbattuto sul Vco

L’intensa ondata di maltempo, prevista dall’allerta arancione, ha messo a dura prova il territorio del Verbano Cusio Ossola tra giovedì e la mattinata di oggi, venerdì. Le piogge battenti (a Cicogna sfiorati i 300 millimetri) hanno innescato dissesti idrogeologici, frane e allagamenti, mobilitando in forze i vigili del fuoco e la Protezione civile, la cui sala operativa provinciale è rimasta aperta per coordinare le emergenze.

Il Comando dei Vigili del fuoco del Vco ha effettuato circa 40 interventi in tutta la provincia, con squadre permanenti e volontarie impegnate senza sosta in operazioni di soccorso. Gli scenari più critici si sono registrati a Baveno (foto), dove due frane hanno reso necessaria l’evacuazione precauzionale di un totale di 25 persone dalle loro abitazioni. Grande preoccupazione anche a Stresa, in località Someraro, dove un’altra frana ha provocato ingenti danni a una casa privata che, fortunatamente, al momento dello smottamento era vuota. Nel comune di Cossogno diversi movimenti franosi hanno imposto la chiusura totale al traffico della strada provinciale 90, dove il passaggio ora è garantito solo ai mezzi di soccorso. L’impegno dei soccorritori si è esteso anche all’alta quota, con il salvataggio di due escursionisti in difficoltà in val Vigezzo, a circa 2.000 metri, recuperati grazie all’intervento dell’elicottero del reparto volo dei Vigili del fuoco di Malpensa al Ricovero Cavegna.

La situazione della viabilità rimane complessa. Oltre alla SP 90 per Cossogno, restano chiuse a scopo precauzionale anche la strada statale 549 di Macugnaga e la strada statale 659 che conduce in val Formazza.

A Verbania l’attenzione si è concentrata sui due torrenti principali, il San Bernardino e il San Giovanni. Alberto Furlan dell’Ordine Giovannita di Verbania, che ha curato il monitoraggio dei due torrenti, ha spiegato che nella mattinata di giovedì, intorno alle 11, i corsi d’acqua hanno raggiunto il picco di piena, portando ad un innalzamento del lago di 40 centimetri. La forza della corrente ha trasportato a valle numerosi rami e detriti, creando accumuli (il fenomeno della “buzza”) nel porto di Intra e nella zona dell’Arena. Furlan ha inoltre sottolineato una singolare coincidenza: l’emergenza di quest’anno è caduta esattamente nello stesso giorno di un evento simile accaduto il 28 agosto 2023. Tuttavia, con il placarsi delle piogge, l’allarme sui corsi d’acqua è rientrato. «Nonostante le intense piogge cadute tra mercoledì e giovedì notte, i torrenti sono rientrati nella loro normalità» ha confermato Furlan questa mattina, testimoniando il ritorno alla quiete del San Bernardino già alle prime luci dell’alba. Mentre l’emergenza idraulica sembra superata, l’attenzione resta puntata sulla conta dei danni e sulle operazioni per il ripristino della circolazione stradale nelle aree colpite dalle frane.

Intanto ieri è scattato l’allarme per uno strano episodio avvenuto a Cannero Riviera, dove nelle vicinanze della passeggiata Meucci, non lontano da alcune piccole cascate, sono state trovate quattro paia di scarpe abbandonate come se qualcuno le avesse lasciate lì per andare a fare un bagno. La cosa ha destato allarme e sono iniziate subito le ricerche da parte di Soccorso alpino, Polizia locale e Vigili del fuoco. Allarme poi rientrato: una persona ha riconosciuto le scarpe spiegando di averle gettate in un cassonetto degli abiti usati. Resta un mistero su come siano finite lì. Forse un macabro scherzo di qualcuno che però ha procurato un allarme generale in una situazione di disagio già molto marcato. Il Comune ha anticipato che farà dei controlli sulle telecamere per cercare di risalire agli autori di questo gesto stupido e pericoloso. 

(Nelle foto sotto, in galleria, da sinistra la frana che si è verificata a Cossogno; lo smottamento in valle Anzasca; la piena dei torrenti San Bernardino e San Giovanni a Verbania)

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