Oggi, giovedì, il Comune di Premosello Chiovenda ha chiesto alla Regione Piemonte la proclamazione dello stato di emergenza a seguito del devastante incendio boschivo scoppiato a inizio luglio. Il sindaco Elio Fovanna ha inviato una relazione tecnica preliminare al presidente Alberto Cirio per attivare l’iter amministrativo e ottenere fondi straordinari. «Nonostante la pioggia di ieri – spiega Fovanna – l’emergenza non è ancora del tutto chiusa. Quella inviata in Regione è una richiesta preliminare, perché non abbiamo ancora la stima precisa, ma abbiamo fatto un’illustrazione complessiva sui danni subiti e su quelli potenziali futuri». Il rogo, innescato da un fulmine sulla dorsale dei Colmi, ha bruciato un’area stimata in circa 800 ettari, spingendosi anche all’interno del Parco nazionale della Val Grande. Per giorni la situazione ha richiesto un massiccio impiego di mezzi aerei, vigili del fuoco e volontari. La frazione montana di Colloro è stata evacuata per precauzione. Circa 130 residenti hanno lasciato le proprie case e le persone più fragili sono state ospitate in una struttura protetta. Il rientro nelle abitazioni è avvenuto solo la sera di mercoledì 15 luglio. Le fiamme non hanno distrutto soltanto due baite situate all’Alpe Lut e all’Alpe Sciarina, ma hanno compromesso l’intero ecosistema. Il timore più grande, adesso, è legato all’elevato rischio idrogeologico. Senza più la vegetazione a trattenere il terreno, i versanti della montagna, specialmente quelli che sovrastano l’abitato di Colloro, sono esposti a frane, erosione e caduta sassi. Il Comune evidenzia la necessità di interventi urgenti che superano le modeste disponibilità economiche dell’ente. Tra le priorità c’è la riapertura della pista agrosilvopastorale che da Colloro sale all’Alpe Piana. Per mettere in sicurezza il percorso ed evitare la chiusura dell’accesso alla Val Grande, l’amministrazione propone un intervento rapido. L’idea è tagliare le piante bruciate a un metro da terra lungo la strada, usandole ai margini come barriera naturale per i sassi. Un lavoro per cui Fovanna spera nel supporto dei Carabinieri Forestali.

