Ancora una truffa ai danni di anziani. I carabinieri della Compagnia di Domodossola hanno arrestato in flagranza di reato due persone ritenute responsabili di truffa aggrava in concorso. Era la tarda mattina di giovedì 16 luglio quando, dopo numerose segnalazioni giunte al 112, il numero unico di emergenza, circa i tentativi di raggiro con la tecnica del finto carabiniere che si stavano verificando nel centro ossolano, è stato predisposto dall’Arma un mirato servizio, che ha permesso ai militari di individuare un’auto sospetta. Da lì a poco alla centrale operativa è giunta la segnalazione del figlio di un’anziana che aveva appena subìto il furto di monili in oro da parte «di un sedicente appartenente all’Arma – fanno sapere i Carabinieri -. Quest’ultimo, dopo un primo contatto telefonico con un complice che l’ha indotta a raccogliere i preziosi con il pretesto di effettuare verifiche connesse a presunti furti, si era presentato alla porta dell’abitazione dileguandosi subito dopo aver ottenuto i gioielli». Il mezzo utilizzato per la fuga è stato poi individuato, i militari si sono subito messi al suo inseguimento, mentre l’auto imboccava a forte velocità la SS33 del Sempione in direzione sud. «Il coordinamento della centrale operativa – fanno sapere ancora dall’Arma – ha permesso di attivare tempestivamente in supporto altre pattuglie del Comando provinciale di Verbania al momento sul territorio. Il dispositivo di blocco così strutturato ha consentito ad una pattuglia della Stazione di Verbania di arrestare la corsa dei fuggitivi sulla superstrada all’altezza di Gravellona. La perquisizione personale e veicolare eseguita sul posto ha consentito di rinvenire, occultati all’interno di un indumento di lana nascosto nel tunnel della leva del cambio, i preziosi sottratti poco prima, ovvero collane, bracciali ed un orologio, per il peso complessivo di circa 168 grammi, oltre ai telefoni cellulari utilizzati per commettere la truffa». I preziosi in oro, dopo il riconoscimento e su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono stati restituiti all’anziana vittima, che ha espresso gratitudine ai militari dell’Arma per quanto fatto. Le due persone fermate, come stabilito dall’autorità giudiziaria, sono state arrestate con l’ipotesi di reato di truffa aggravata in concorso e di conseguenza portate in carcere a Verbania.


