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23 maggio 2022 STRESA Luisella Mazzetti

In cima al Mottarone oggi, ad un anno dalla tragedia, ricordate le 14 vittime

Cronaca Prima pagina

Una cerimonia straziante quella che si è svolta sul luogo dell’incidente della funivia del Mottarone esattamente un anno fa, il 23 maggio 2021. Le 14 vittime sono state ricordate con il loro nome scritto su di un memoriale scoperto oggi, lunedì, alla presenza dei parenti, di numerose autorità militari e civili, sindaci del territorio e i rappresentanti di tutti quei volontari che si precipitarono a cercare qualche anelito di vita, trovato solo nel piccolo Eitan. «Oggi è il momento della vicinanza - ha detto Olimpia Bossi, procuratrice della Repubblica - siamo vicini ai parenti delle vittime e ne riconosciamo il coraggio per essere venuti qui oggi. Il nostro unico obiettivo è, e sarà sempre, la giustizia, ma oggi devono esserci solo silenzio e riflessione». Giustizia è quella che chiedono anche i parenti delle 14 vittime. «È difficile essere qua oggi, come è stato difficile essere qua in questo stesso luogo un anno fa - ha poi detto la sindaco di Stresa, Marcella Severino -. Questa tragedia ci ha toccato nel profondo, ma era doveroso esserci». Parole di vicinanza ai parenti sono arrivate anche dal presidente della Provincia del Vco, Alessandro Lana: «Su quella funivia, un anno fa, potevamo esserci tutti. Oggi i parenti hanno avuto una grande forza ad essere qui». Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha ricordato i momenti in cui venne avvisato della tragedia dal prefetto: «Sono stati attimi strazianti e lo sono ancora quelli che viviamo oggi, ma non deve cadere l’oblio sulla vicenda. Da papà ricordo che con i miei figli ho preso questa funivia tante volte. La Regione Piemonte si stringe attorno a tutti i parenti e chiede fermamente giustizia». A benedire il cippo il parroco di Stresa, don Gianluca Villa, che ha poi celebrato la messa nella chiesetta della Madonna della Neve, in vetta, affiancato da alcuni parroci legati al Mottarone. «La cabina di una funivia è come una sorta di limbo, non è in terra, ma non è neppure troppo in alto, che la giustizia dunque tenga i piedi ben piantati per terra. Presto si alzi un grido che fori il cielo perché giustizia è stata fatta».