Centrosinistra verbanese contro il libro di Mussolini alla Soms: «No al revisionismo»

«No al revisionismo su Mussolini e il Fascismo»: così le forze del centrosinistra verbanese condannano fermamente la presentazione del libro “Mussolini e il fascismo, l’altra storia”, scritto da Caio Mussolini (foto), nipote del dittatore fascista. L’appuntamento, promosso dall’associazione Cultura e tradizione, è in programma per sabato, alle 17, negli spazi della Soms di Intra. Partito democratico, Verbania si prende cura, Alleanza verdi e sinistra, Movimento Cinque Stelle, Una Verbania a Sinistra, Volt e associazione Idea socialista definiscono inaccettabile dare spazio a iniziative che mirano a «riscrivere, banalizzare o addirittura riabilitare» una pagina buia della storia italiana, a maggior ragione in una città legata alla Resistenza e a pochi giorni dal 25 Aprile. Nel mirino delle critiche finisce anche la Società operaia di mutuo soccorso: il centrosinistra «giudica vergognoso che ospiti questo evento dopo aver negato di recente la sala ai Giovani democratici per un incontro sull’educazione sessuo-affettiva, ritenuto ai tempi «troppo politico». «La Costituzione italiana – dicono i gruppi di centrosinistra – nasce dalla lotta antifascista e pone come pilastro irrinunciabile il rifiuto di ogni forma di totalitarismo: offrire legittimazione pubblica a contenuti e narrazioni che strizzano l’occhio al fascismo significa tradire quello spirito e mancare di rispetto alla memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà e la democrazia, a maggior ragione considerato che ci troviamo a pochi giorni dalla celebrazione del 25 Aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo.  Chiediamo pertanto con forza al sindaco e all’intera amministrazione (i cui membri seguono spesso con interesse le iniziative di Cultura e Tradizione sul territorio, come riscontrabile dalle immagini pubblicate sui profili social dell’organizzazione), di prendere una posizione chiara e netta, dissociandosi da questa iniziativa, ribadendo senza esitazioni i valori antifascisti che dovrebbero unire tutte le istituzioni democratiche».

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