A Macugnaga due vitelli predati a 100 metri dal rifugio. Gli allevatori: «Vien voglia di mollare»

«Ed eccoci qua, a scrivere di una cosa che eravamo sicuri ci sarebbe successa, ma si sperava, ingenuamente, che non capitasse mai». Inizia così la riflessione-sfogo pubblicata sui social da parte dei titolari Luca e Damiano Marta dell’agriturismo Madalù, che domenica 2 agosto, nelle vicinanze del Rifugio Zamboni Zappa hanno subìto la predazione di due vitelli. Solo i resti di uno di loro sono stati ritrovati, dell’altro non c’è traccia. «Tengo a sottolineare – scrive nel suo sfogo uno dei titolari – che i vitelli erano a 100 metri dal rifugio; che erano in un recinto; che la predazione è stata fatta tra le 8.30 e le 11.30, perché i vitelli erano sotto custodia visiva in quelle ore; che erano presenti nei dintorni circa 100-200 persone. Questo episodio, in questa stagione così pesante, sommato alla siccità, ai problemi burocratici, al discorso latte crudo ed ad altre decine di problematiche secondarie, ci sta portando a cominciare a prendere seriamente in considerazione la possibilità di chiudere l’azienda agricola. Questo non è lavoro, non è il rischio del mestiere. Non si può vivere in un fortino, e difendersi continuamente su più fronti senza armi; prima o poi o ci si arrende o si viene sconfitti. Questa non è biodiversità aggiuntiva che porta un lupo, ma è un danno ambientale e socio culturale. La presenza di questo animale in contesti anche in declino, non è una leva al miglioramento». Un’amarezza che si fa sentire in ogni parola: «Se mai arriverà un indennizzo, sarà solo su un capo, perché il secondo vitello non è più stato ritrovato. L’indennizzo sarà al massimo di qualche centinaia di euro, ma la nostra perdita, tra il valore degli animali, la perdita di parte dei contributi, l’aumento delle spese e le ore di lavoro supplementari si attesta tra i 3 e i 4 mila euro. Noi ne avremmo fatto sinceramente a meno di questi indennizzi sporchi di sangue, ma forse ancor più sporchi dell’indifferenza della politica a tutti i livelli, che lascia da soli e disarmati, chi ancora crede in territori abbandonati dalla maggior parte delle persone. Se Dante, nella Divina Commedia creò un girone infernale per coloro che in vita non prendono mai una posizione, penso che attualmente sia sovraffollato ed in fase di ampliamento. La predazione ci comporta riportare in stalla i vitelli superstiti, ma questo avrà effetti negativi sugli animali (caldo, stress, cambiamento della dieta, diminuzione della libertà generale) e sul territorio (terreni non pascolati e non mantenuti). Di questo però la politica non ne tiene conto quando parla di indennizzi e non tiene conto anche dello stress psicologico che tali accadimenti comportano agli allevatori, che sono già la categoria di lavoratori con la maggior percentuale di suicidi per motivi lavorativi. Quindi, ora attendiamo che ritorni a predare questa volta una vacca adulta, che così, quella, sarà la goccia che farà traboccare questo vaso già stracolmo. Giusto per ricordare le cose a tutti: in tre settimane ci sono state tre predazioni sul territorio di Macugnaga, oltre ad innumerevoli segnalazioni di lupi nei paesi limitrofi, sia nelle ore notturne che diurne; penso che questo basterebbe in un paese serio, a cominciare a prendere qualche iniziativa».

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