Nella notte tra ieri, mercoledì, e oggi, giovedì, sul lungolago di Intra è apparso uno striscione firmato da Casapound. Il gesto è una risposta diretta al corteo di domenica 27 settembre organizzato in città per dire no all’intitolazione di un tratto di passeggiata a Sergio Ramelli.
Secondo il movimento, che parla di “consorteria antifascista” l’obiettivo dei manifestanti è «negare qualsiasi riconoscimento pubblico ai ragazzi uccisi vigliaccamente dall’odio politico rosso». Una logica che, si legge in una nota, porta a boicottare le sedi e a trasformare l’avversario politico in un nemico da eliminare fisicamente. «Difendere la memoria dei nostri martiri significa difendere anche il nostro diritto a esistere, a parlare e a diffondere le nostre idee».
Nei giorni precedenti i toni erano stati ancora peggiori. In un post pubblicato su Facebook il gruppo locale Tridente Vco aveva addirittura etichettato gli organizzatori e i partecipanti «mafia antifascista» per poi definire la manifestazione «pagliacciata». Lo stesso gruppo ha diffuso un meme su Facebook dove accusa apertamente Anpi, Pd, Cgil e Alleanza Verdi Sinistra di violenza: “Verbania: Ieri la chiave inglese, oggi il corteo. Stessa Violenza nuovi strumenti”.


