Mozione di sfiducia contro Corda

«Lo stato di abbandono in cui versa il nostro Comune è un dato di fatto incontrovertibile. (…) Il coinvolgimento del sindaco in un’indagine della procura della Repubblica di Verbania, avente per oggetto ipotesi delittuose di corruzione in atti d’ufficio, in primis, ed ora l’avvenuta notifica dell’avviso di chiusura indagini con il quale al predetto viene contestato il reato di peculato, hanno gettato non poche ombre sull’operato del medesimo in relazione al famigerato “Caso Errichiello” (…). Le ultime dichiarazioni rilasciate ad Eco Risveglio, non hanno fugato i dubbi sugli effettivi rapporti tra il sindaco e l’imprenditore lombardo». E’ questo un breve estratto, che riporteremo in maniera più ampia sul numero in uscita giovedì, della mozione di sfiducia che sei consiglieri hanno protocollato il 2 novembre nei confronti del sindaco di Crodo, Rodolfo Corda. Vale ricordare, però, che il coinvolgimento del sindaco nelle indagini del caso Errichiello non aveva trovato seguito e che l’accusa di peculato è riferita ad un unico episodio collegato all’uso del mezzo del Comune. Auto del Comune che, come ha dichiarato ad Eco il primo cittadino, più volte lo stesso avrebbe usato, ma a proprie spese, per questioni istituzionali. Come dicevamo sono sei i consiglieri che firmano la mozione: Gianni Vicini, Gualtiero Savio, Gianfranco Peverini, Giovanni Iorda, Marco Chiarabano e Giovanna Panetta. Gli stessi consiglieri riportano nella mozione un presunto «malumore dei cittadini» collegandolo anche alle recenti scritte apparse sui muri in paese. E se per alcuni la campagna elettorale inizia con questa mozione, per i sottoscrittori del documento la faccenda è legata ad una quesitone di «credibilità dell’intera amministrazione». Di qui la richiesta di un consiglio comunale in seduta straordinaria con votazione della “sfiducia” su appello nominale.

RIPRODUZIONE RISERVATA ANCHE AI FINI DELLA AI

CONDIVIDI

ARTICOLI RECENTI