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14 febbraio 2021 VERBANIA Patrizia Salari

Frana sul San Giovanni, mercoledì il confronto tra i Comuni di Verbania, Cambiasca e Vignone

Cronaca Prima pagina

La mattina di mercoledì 17 febbraio l'amministrazione verbanese ha convocato i sindaci di Cambiasca e Vignone per confrontarsi, insieme al geologo Giovanni Capulli, sulla situazione della frana lungo il torrente San Giovanni. Nei giorni scorsi materiale di una certa consistenza si è infatti staccato dalla parete del monte Cimolo (Comune di Vignone) ed è precipitato nell’alveo del torrente, tra i comuni di Cambiasca e Verbania. A causa del materiale il corso d'acqua si è ristretto in un punto e la diga ha portato alla formazione di un vero e proprio lago di due metri d'altezza. «Ora l'acqua non è più alta due metri - spiega il sindaco di Cambiasca, Claudio Liera - e il lago è quasi scomparso. Resta comunque lo sbarramento creato dal materiale che si è staccato dalla montagna e restano i dubbi su quello che potrebbe accadere in caso di alluvioni». Scopo dell'incontro di mercoledì è proprio capire gli eventuali interventi da porre in essere per rimuovere il materiale ed evitare problematiche future. «Il geologoco Capulli si è già confrontato anche con la Regione - chiude Liera - proprio per definire gli eventuali interventi. Al momento comunque la situazione è sotto controllo». Su questo rassicura anche Alberto Furlan, presidente degll'Ordine dei Giovanniti che venerdì ha messo a disposizione il proprio eliccotero di stanza a Masera per effettuare i sopralluoghi sulla frana. «Abbiamo messo a disposizione il nostro mezzo aereo per effettuare delle valutazioni su tutta l'area che il solo drone non avrebbe permesso - spiega Furlan -. Quello che mi ha colpito vedendo la zona giovedì e venerdì è che là dove c'era una pozzetta d'acqua dove la gente si rinfrescava d'estate si è creato un lago alto due metri. Per fortuna, però, abbiamo visto che il flusso dell'acqua, all'altezza del ponte di Possaccio, è ancora adeguato, nella norma. E questo ci tranquillizza. Ora spetta al geologo e agli esperti capire gli eventuali interventi da fare per evitare che in caso di piogge o bombe d'acqua il flusso cambi travolgendo tutto e creando problemi».