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26 aprile 2019 CANNOBIO Redazione

Sacchetti della spesa irregolari, sequestrati un milione

Cronaca

Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale dei Carabinieri Forestali dle Vco, congiuntamente alle Stazioni di Cannobio e Santa Maria Maggiore, ha scoperto un giro milionario di sacchetti non biodegradabili non legali. Spiega il comandante Giuseppe Laghezza: "Le ispezioni eseguite hanno permesso di individuare presso tre supermercati ubicati nei Comuni di Cannobio, Malesco e Santa Maria Maggiore l’impiego di sacchetti in plastica non biodegradabili sottoposti a divieto di commercializzazione. Le indagini quindi si sono sviluppate con controlli di filiera attraverso l’acquisizione di fatture d’acquisto e connessi documenti di trasporto al fine di accertare la rete di distribuzione dei prodotti vietati ed il luogo di produzione dei medesimi. Le verifiche, espletate con l’ausilio dell’Ufficio Frodi dell’Agenzia delle dogane di Genova, hanno permesso di accertare come gli shoppers illegali venissero prodotti in Vietnam ed importati in Italia attraverso il Porto di Genova dove sbarcavano su commissione di due Società, una avente sede in Provincia di Bergamo e l’altra in Provincia di Varese. Tali ditte quindi rivendevano i sacchetti di plastica non commercializzabili ad ulteriori dodici imprese di distribuzione, undici delle quali operanti in Lombardia ed una in Piemonte in Provincia di Novara. Queste aziende quindi provvedevano a loro volta alla cessione finale alle ditte che vendevano prodotti orto fruttiferi in svariate Regioni del Nord Italia. Attraverso ispezioni presso i distributori ed i supermercati ubicati in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria e Toscana i militari operanti sono riusciti a porre sotto sequestro oltre un milione di sacchetti in plastica non biodegradabile. Per l’illecita commercializzazione sono state multate circa sessanta imprese per un importo complessivo di sanzioni amministrative irrogate superiore ai trecentomila euro. Gli shoppers prodotti in Vietnam venivano acquisitati ad un prezzo di 3 millesimi di euro a sacchetto ossia un importo circa tre volte inferiore rispetto a quelli completamente biodegradabili conformi alla normativa europea. Ciò nonostante l’importo degli shoppers veniva addebitato agli acquirenti al momento del pagamento della spesa alimentare.