Aggiornato al 14 Aprile 2024

Filippo esempio di vita evangelica

Caro don Fabrizio,

mi hai trasmesso la tristissima e drammatica notizia che il “nostro Filippo”, un promettente giovane adulto dell’Oratorio di Intra, è stato strappato dalla vita degli affetti e della famiglia, appena costituita, rapito da un inaspettato e inesorabile male. Ti ho chiesto di scrivermi un piccolo ritratto di Filippo e ne è venuto quasi un racconto di Vangelo. Lo trascrivo perché lo ascoltiate con affettuosa riconoscenza per il grande dono che egli è stato per voi:

Filippo è cresciuto in oratorio, animatore ed educatore che si prendeva cura dei nuovi animatori. Un ragazzo che profumava di Vangelo. Da giovane, da fidanzato, da marito si è sempre domandato come realizzare nella sua vita la volontà di Dio. Domenica avrebbe festeggiato il primo anno di matrimonio, e fra tre settimane sarebbe diventato papà. Ci lascia a 30 anni. In ospedale dal 16 agosto si è spento velocemente e ha vissuto questi giorni chiedendo spesso la comunione (era ministro straordinario) e di confessarsi. Non chiedeva la guarigione ma – sue parole – che il Signore aiutasse la sua famiglia a restare salda sulla roccia di Cristo e aiutasse il piccolo Luca (così chiameranno il bambino) a rimanere sempre amico di Gesù. La sua fede semplice e schietta ci ha sempre edificato. In questi giorni ci siamo trovati spesso a pregare per lui sempre superando le cento persone e il suo letto è stata una vera cattedra. Siamo piegati dal dolore e le chiedo di aiutarci.

Quando ho letto questo testo ho pianto, mi sono commosso profondamente, come solo capita davanti a certe pagine di Vangelo e a certi racconti di vita. In un breve tempo la sua esistenza ha raggiunto la perfezione e, se anche non entrerà nella schiera dei beati ufficiali, sarà iscritto nel cuore della vostra comunità oratoriana e della parrocchia di Intra come un cristiano vero e una perla di santità. I suoi troppo brevi trent’anni sono un “quinto vangelo”, una storia che realizza attorno all’eucaristia di Gesù e alla passione per i ragazzi dell’Oratorio, un’immagine di cristiano semplice, autentico, pieno di entusiasmo e vita. Faccio fatica a trovare le parole per dirvi quanta gratitudine dovete manifestare, perché sembra che le persone, che mostrano lo splendore del volto di Dio, passino come un lampo nella nostra vita. Come sant’Agostino, o Signore, ti diciamo in pianto: «Non ti chiediamo perché ce l’hai tolto, ti ringraziamo perché ce l’hai dato». Per troppo poco, ma in un modo così grande che resterà per sempre con noi. Ora scendi, vai dalla sua cara Anna che porta in grembo il loro Luca, e dille: “Il Vescovo ti abbraccia forte forte. In Luca che nasce è presente il tuo Filippo che, nel suo Gesù tanto amato, risorge per non morire più!”
Vi saluto tutti con affetto, pregate tanto e state vicino a questa famiglia che vi ha dato tanto. Il vostro Vescovo.

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