Aggiornato al 20 Aprile 2024

Parricida, “serve altra perizia psichiatrica”

Con una mossa a sorpresa il sostituto procuratore Nicola Mezzina ha chiesto una nuova perizia psichiatrica su Danilo Tosi.

Questa mattina era in programma il processo con rito abbreviato per il 49enne che il 9 settembre dello scorso anno ha ucciso il padre Gianni nel loro appartamento di via Renco a Verbania.

L’attesa era per una possibile decisione nel merito del giudice, dopo l’acquisizione della perizia disposta su richiesta dell’avvocato difensore Gabriele Pipicelli ed eseguita dallo psichiatra torinese Roberto Keller, ma così non è stato. La perizia era stata disposta quale incidente probatorio, il che significa che costituisce un elemento di prova, e acquisita durante un’apposita udienza lo scorso maggio. In essa si sostiene la totale incapacità di intendere e di volere al momento del fatto dell’imputato, sebbene sia in grado di sostenere il giudizio (e infatti per questo viene processato).

Tuttavia questa mattina Mezzina ha contestato aspramente la validità di quella perizia e ne ha chiesta una seconda. Una richiesta che l’avvocato Pipicelli ha respinto: «La perizia di Keller è stata già discussa e in quella sede non sono state avanzate obiezioni. Inoltre va ricordato che nessuna delle parti ha nominato un proprio consulente per assistervi». Come dire: sia accusa che difesa avevano accettato di fidarsi di Keller. Il giudice si è riservato e comunicherà la propria decisione nei prossimi giorni.

Tosi anche oggi era presente in aula, scortato dalla Polizia penitenziaria. Da giugno, dopo 9 mesi di detenzione nel reparto per detenuti con problemi psichici del carcere di Torino, si trova in una struttura specializzata in Valle d’Aosta.

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