Aggiornato al 18 Luglio 2024

La lettera del sindaco Alessandro Monti a Rfi, Regione e Provincia sulla chiusura del tratto ferroviario Domodossola-Arona

E’ stato il sindaco di Baveno, Alessandro Monti, in merito alla chiusura (dal 9 giugno all’8 settembre) della linea ferroviaria Domodossola-Milano, nel tratto compreso tra Domodossola ed Arona, a scrivere alla direzione territoriale produzione Torino di Rfi (Rete ferroviaria italiana), così come al governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio, all’assessore regionale ai Trasporti, Marco Gabusi, e al presidente della Provincia del Vco, Alessandro Lana. Scrive Monti nella sua missiva: «Rfi nei giorni scorsi ha annunciato agli organi di stampa che «in Italia verrà ampliato a quattro metri il corridoio tra Domodossola e Milano, a vantaggio del trasporto merci transalpino con lavori che richiederanno diversi anni. Di conseguenza, in questo lasso di tempo si dovrà ridurre l’offerta sull’asse del Sempione. Anche per tutto il 2025, dal lunedì al venerdì, circolerà un treno in meno in entrambe le direzioni tra Basilea‒Berna‒Milano e Ginevra‒Briga‒Milano. Nei giorni feriali transiteranno quindi sei treni al giorno in ogni direzione, mentre nel fine settimana l’offerta resterà invariata con otto treni, con la chiusura della tratta ferroviaria tra Domodossola e Milano anche nel 2025 dall’8 giugno al 27 luglio e dal 31 agosto al 12 settembre”. Ancora una volta i sindaci vengono informati attraverso comunicati stampa. Nel segnalare che, inevitabilmente, la chiusura della ferrovia in estate (come già sta avvenendo) è un danno per il territorio e il turismo, oltre che un grande disagio per i nostri pendolari, riteniamo assolutamente necessario che Rete ferroviaria italiana e la Regione Piemonte costituiscano un tavolo tecnico istituzionale permanente di confronto con gli amministratori locali e le categorie economiche e sociali interessate del territorio. È necessario – ha scritto ancora Monti – un diretto coinvolgimento e un confronto con gli enti locali e le categorie economiche e sociali del territorio.

Non si tratta di un tavolo per opporsi a necessari investimenti, ma un luogo dove coordinarsi, conoscere, approfondire e nel caso fare proposte su come ridurre al minimo i disagi per chi usa il treno, sia per turisti che pendolari. Infatti, va tenuto conto che a queste chiusure si sommano anche gli incessanti lavori sulle tratte autostradali, dalla A26 alla superstrada del Sempione, impattando decisamente sulla possibilità di raggiungere con facilità i nostri territori del Lago Maggiore che, lo ricordo, sono la seconda meta turistica più raggiunta dopo Torino con oltre 3 milioni di presenze. Credo che, anche grazie agli strumenti di riunioni in video conferenza, si possa mettere in campo un percorso agile e condiviso per discutere dei problemi che dovremmo affrontare nei prossimi anni.

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