Strage di Crans Montana, la testimonianza di un omegnese che lavora sul posto: “Scene raccapriccianti”

Sono ore di profonda apprensione per la strage di Crans-Montana, in Canton Vallese, Svizzera, dove, secondo i media locali nella notte di Capodanno, intorno all’1.30, almeno 40 persone hanno perso la vita a causa di un incendio divampato nello storico locale “Le Constellation”. Altre 100 persone sono rimaste ferite per cause che restano ancora da accertare.
​Alberto Rochester, originario di Omegna, si trovava nella località svizzera per lavoro. Fortunatamente, a causa di un improvviso malessere, non ha potuto prendere servizio come barista in un locale situato a breve distanza dal luogo del disastro. ​Ancora sconvolto dal dramma, Rochester ha riportato la testimonianza del suo coinquilino francese, che lavora in un bar prospiciente all’edificio in fiamme. ​«Mi ha detto di aver visto scene raccapriccianti, con diverse persone gravemente ustionate fuori dal locale» ha raccontato Rochester.
​Le autorità elvetiche hanno al momento escluso la matrice terroristica, ma intanto cresce l’angoscia nel Verbano Cusio Ossola. La zona del Vallese è infatti una delle mete più rinomate della Svizzera, abitualmente frequentata da numerosi turisti e lavoratori frontalieri della provincia durante le festività natalizie.
​«La presenza degli italiani qui si fa sentire – continua Rochester -. Dove lavoro io, la metà del personale proviene dal Vco. È probabile che siano stati coinvolti dei connazionali, ma al momento non ho notizie certe su nessuno».
​Il locale “Le Constellation” dispone di un ampio seminterrato dove, al momento del rogo, centinaia di persone stavano festeggiando l’arrivo del nuovo anno. L’intera area è stata interdetta al pubblico e la dinamica del tragico evento è tuttora al vaglio delle autorità competenti.

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