«L’Ossola gli piaceva moltissimo. Trovava fosse una terra onesta, genuina, legata ai valori che promuoveva del “buono, pulito, giusto”. Diceva, quando veniva a trovarci, di stare bene qui. Ricordo che ad Oira di Crevola mi disse: “Avete ancora tante cose che mi fanno pensare a come eravamo” e intendeva prima del consumismo che lui combatteva in ogni modo, insieme a sfruttamento e schiavitù».
Così la fiduciaria della condotta Slow Food valle Ossola, ricorda Carlo Petrini, il fondatore della grande comunità di Slow Food, mancato in queste ore. Gentili: «Era una persona veramente eccezionale. Non aveva paura di niente. In Ossola venne a parlare agli studenti del Fobelli di Crodo, all’Istituto Rosmini a Domodossola, e poi venne ad Oira di Crevola, in Antigorio e Formazza per il Bettelmatt, era pieno di energie, a suo modo un rivoluzionario».
Parole di cordoglio arrivano da Uncem, Unione nazionale dei Comuni montani: «Un maestro vero che continuerà a ispirarci, a guidarci nella battaglia per territori più giusti, dove comunità più Comunità si riscoprono nel valore del dialogo. Nell’impegno e nella partecipazione. Che è la Libertà costruita da Slow Food con Carlin». Tra i messaggi di cordoglio anche quelli dei rappresentanti regionali del Piemonte, Alberto Cirio, e dell’assessore all’Agricoltura, Paolo Bongioanni: «Fra le tante cose per cui Carlin Petrini ci mancherà e per cui dobbiamo essergli grati, c’è che ha reso patrimonio universale un rapporto con il cibo e la terra iscritto da sempre nel Dna del Piemonte e dei piemontesi» ha detto Bongioanni. La grande comunità di Slow Food ricorda il suo fondatore, mancato nella tarda serata di ieri, giovedì, nella sua abitazione di Bra, in provincia di Cuneo, all’età di 76 anni, con parole forti e dolcissime: «Chi semina utopia, raccoglie realtà, amava dire Carlo Petrini che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia».


