Defezione nella maggioranza che sostiene il sindaco di Verbania, Giandomenico Albertella. Il medico e storico esponente civico della lista “Verbania Futura”, Giorgio Tigano, mercoledì 3 giugno ha rassegnato le dimissioni dal gruppo consiliare per aderire al Gruppo misto, anche se la notizia è stata ufficializzata dallo stesso Tigano solo oggi, sabato, con una nota stampa. Contestualmente, il consigliere ha riconsegnato nelle mani del sindaco Albertella le deleghe alla Sanità. Uno strappo che si consuma in giorni caldi per gli equilibri politici del capoluogo, segnati dall’annunciato ingresso in maggioranza di Fratelli d’Italia con il consigliere Matteo Marcovicchio che la sera di ieri, venerdì, si è seduto tra i banchi dei gruppi che sostengono Albertella. Proprio il partito della premier Giorgia Meloni esprime in Regione l’assessore alla Sanità Federico Riboldi, architetto della svolta verso il nuovo ospedale unico del Vco. Ed è proprio sulla gestione sanitaria che si è consumata la definitiva rottura con l’amministrazione Albertella. Tigano, a cui era stato affidato il compito di vigilare sul mantenimento e sulla funzionalità dell’ospedale Castelli e su un’efficiente erogazione delle prestazioni sul territorio, non ha usato mezzi termini. «Purtroppo, pur condividendo la quasi totalità del programma di “Verbania futura”, esistono divergenze insanabili sulle strategie inerenti la sanità pubblica ospedaliera e territoriale». Scelte che il medico definisce «errate e irrealizzabili se non sulla carta, sostenute da un improbabile ottimismo delle autorità sanitarie locali, regionali e comunali».
Nel mirino c’è in primis la decisione di realizzare la nuova struttura unica a Piedimulera, mossa per Tigano che non appare «compatibile con le esigenze di una provincia che sarà sguarnita di adeguati punti di assistenza per acuzie in un territorio complesso per popolazione e viabilità come il Vco». Tigano garantisce comunque che continuerà a svolgere il suo mandato secondo i principi ispiratori della sua storia politica, ma «scevro da antistorici condizionamenti ideologici».


