Aggiornato al 14 Aprile 2024

“Tu sei e resterai il Pippo”

Caro Filippo, anzi sarebbe meglio dire Pippo, si perché per tutti tu eri, anzi tu sei Pippo… il Pippo.
Non abbiamo sbagliato il tempo verbale, abbiamo detto TU SEI, si perché non abbiamo nessuna intenzione di salutarti adesso e poi dimenticarci di te.
Da adesso comincia un qualcosa di assolutamente nuovo per te e per noi.
È inutile che ci nascondiamo dietro a un dito, in noi ora ci sono sentimenti contrastanti:
Il dolore e La rabbia per aver perso un amico, un animatore, un padre, un figlio, un fratello, un marito così troppo presto;
l’incredulità, perchè si pensa sempre che certe cose a noi non possano capitare;
la riconoscenza per tutto ciò che hai fatto per il nostro Oratorio e per i nostri ragazzi;
la gioia di essere stati testimoni del tuo esempio di fede;
Si, hai sentito bene, la tua testimonianza e non solo dell’ultimo periodo, è stata per noi qualcosa di grande.
Grande l’amore per Anna e per il piccolo Luca: deve ancora arrivare ma lo ami forse più di chiunque altro.
Grande è stata la tua forza nell’affrontare la malattia in un letto di ospedale, un posto che di certo non mette nessuno di buon umore, ma tu invece di preoccuparti di te stesso chiedevi sempre agli altri: “come stai?”.
Grande il tuo amore per Dio: al tuo posto in molti gli avrebbero voltato le spalle, accusandolo di essere un Dio malvagio che fa soffrire i suoi figli, invece tu nelle ultime cose che hai scritto e detto ti affidavi sempre e comunque a Lui: è Lui la forza.
A tutti quelli che chiedono “dove è Dio adesso?”, siamo sicuri che tu risponderesti raccontandogli questa storia:
“ un uomo camminava sulla spiaggia e vedeva sempre due orme, le sue e quelle di Dio. Ad un certo punto l’uomo vide solo un’impronta e cosi si rivolse a Dio chiedendogli: dove sei stato Dio? E Dio rispose:le impronte erano le mie, ti avevo semplicemente preso in braccio durante i periodi più difficili della vita”.
Ci piace Pippo immaginarti ora in braccio a Dio venuto fino alla stanza 1 del terzo piano dell’ospedale per accompagnarti in cielo con lui, come tu hai fatto molte volte con i ragazzi: molti di loro e anche molti di noi si sono sentiti molte volte presi in braccio da te e accompagnati in momenti difficili e complicati della vita.
Ti ricordi quante volte Don Fabrizio ripete ai tuoi, ai nostri ragazzi: “ non importa la quantità della vita ma la qualità”???!!!
Ecco da oggi questa frase la rappresenti in pieno tu, i ragazzi hanno davanti l’esempio vero e reale di cosa vuol dire vivere con qualità.
tu hai vissuto poco, ma noi che abbiamo condiviso con te un bel pezzo di strada sappiamo che la tua vita è stata di qualità, quella qualità che riempie le giornate e non di impegni.
Certo qualcuno potrebbe non essere d’accordo con noi, potrebbe dire che della qualità se ne frega l’importante è vivere il più possibile; ovviamente anche noi avremmo voluto vivere di più con te, festeggiare diversi compleanni, organizzare cene e grigliate che di certo non disdegnavi, preparare feste nella nostra casa, fare altre migliaia di riunioni per impostare il cammino educativo e di fede dei nostri ragazzi, ma le cose sono andate così… destino? no! chiamiamolo con il vero nome: Disegno. Il tuo disegno è questo: dare a tutti i ragazzi, alla tua famiglia, a tua moglie, a tuo figlio, ai tuoi amici una testimonianza di vera di vita cristiana.
Ora che vai da Lui, non pensare di aver finito il tuo compito: da adesso devi tirarti su le maniche come eri solito fare e darci una mano:
come facciamo a spiegare ai tuoi ragazzi che il lor punto di riferimento, il loro animatore non c’è più?
Come facciamo a creare cammini educativi nelle riunioni senza le tue osservazioni puntigliose?
Come facciamo a reggere un peso così grande come la morte?
Guarda che se da lassù non ti dai da fare il doppio qui per noi è un bel caos.
Oltre a questo adesso ci lasci un compito non indifferente: ci tocca raccontare a tuo figlio chi è suo padre. Senti se ti può andar bene:

Caro Luca,
purtroppo la vita ha voluto che tu non conoscessi il tuo babbo; peccato sai?! Vi sareste divertiti insieme.
Sicuramente Luca, il tuo papà è un uomo forte, coraggioso, un uomo di fede, un vero uomo di fede.
E’ un papà generoso sai?! Si perché quando c’è da dare una mano a qualcuno, quando c’è qualcosa da fare nel nostro oratorio lui non si tira mai indietro.
A lui piace montare, smontare, piace perfino fare la griglia, vedessi come gli piace il cibo.
Ah si Luca, il papà adora il cibo, adora le cene in compagnia con la famiglia e con gli amici.
Caro Luca, poi una cosa te la dobbiamo dire, non possiamo nascondertela, il papà è bravo ma ha la testa dura, a volte abbiamo anche discusso con lui perché le sue idee le porta avanti ben deciso.
Se ancora, caro Luca, non hai ben capito che tipo particolare è il tuo papà, lo capiresti se ti insegnasse uno sport: non il solito calcio, ma il Karate, lo sport che lo descrive: un mix di forza, equilibrio e concentrazione, esattamente come è da uomo e da educatore.
Il papà sarebbe molto attento alle amicizie: ti presenterebbe come primo amico Gesù, lo stesso che ha Lui, lo stesso di mamma, perchè entrambi sanno che con Lui non potrai mai vacillare.
Caro Luca, non pensare che papà sia uno che non sgrida mai eh.. Sarebbe severo il giusto, ma solo per permetterti di crescere bene.
Prova a chiedere ai suoi ragazzi del gruppo; ne hanno prese di sgridate ma tutte a fin di bene, perché la prima cosa che mette davanti è il bene dell’altro, e se per raggiungerlo a volte bisogna alzare la voce o essere duri… lui lo fa!
Ci piacerebbe vedere cosa ti consiglierebbe nella tua vita amorosa di adolescente, siamo sicuri di una cosa:
ti direbbe di vivere bene l’amore come la cosa più preziosa che ti è stata donata, perché lui e mamma sono legati da un amore indissolubile che ha sempre resistito anche in mezzo alle tempeste.
Vabbe avremo modo di dirti nel dettaglio altre cose.

Hai visto Pippo siamo stati bravi a presentarti, non preoccuparti ci pensiamo noi ad Anna e Luca… LUCA avrà migliaia di occhi che lo curano, sempre ovviamente dietro ai tuoi che sono al primo posto.
Pensiamo noi alla tua mogliettina, la sorreggeremo noi nelle difficoltà.
Ora vai Pippo, vai lassù vai dal tuo grande Amico, nessuno di noi si volta indietro con rammarico, anzi tutti ti ringraziano per quello che sei stato:
grazie marito, grazie figlio, grazie fratello, grazie amico, grazie educatore, grazie cristiano..
siamo sicuri che per tutti quelli presenti oggi è stato un onore conoscerti ed aver a che fare con te..
Buon viaggio tra gli angeli e i santi. Adesso, standogli accanto, potrai tirargli la manica e aiutarci con loro nel nostro difficile compito educativo, che hai condiviso con noi fino all’ultimo respiro.
Facci solo una promessa: appena puoi e soprattutto quando ci vedi annaspare, affacciati dalla finestra del paradiso, strizzaci l’occhio e accompagnaci prendendoci in braccio come Dio ha fatto con te..promesso eh…
Ciao pippo…semplicemente ciao….buon viaggio!

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