Aggiornato al 18 Aprile 2024

Servizi sociali in Ossola, maretta tra i sindaci

Doveva essere un’assemblea piuttosto infuocata quella di giovedì sera a Domodossola del Ciss (consorzio servizi sociali) per l’approvazione del bilancio, ma a far discutere è stato il futuro dell’ente.
Ci sono Comuni (Domodossola in testa) che vorrebbero continuare l’esperienza di un ente unico per i 38 comuni ossolani, altri che invece spingono per un passaggio alle Unioni dei servizi sociali (unioni attualmente divise in più enti).
Il bilancio è passato quasi all’unanimità (una sola astensione); a far discutere invece il futuro degli enti.
Alla fine si è stabilita la costituzione di un gruppo di lavoro ristretto formato da Domodossola e da due Comuni per ognuna delle Unioni dell’Ossola che entro novembre dovrebbe elaborare un documento comune.
La spaccatura è stata sulla creazione di una doppia tariffa per i servizi, una per minori e disabili e una per l’assistenza degli anziani.
I due sindaci (Filippo Cigala Fulgosi e Giuseppe Monti) hanno minacciato l’addio.
In pratica oggi i servizi vengono pagati in base alla popolazione; alcuni comuni (tra cui i due centri sopra menzionati) vorrebbero portare l’assistenza domiciliare in capo al Comune, con la possibilità di risparmi per i centri minori che hanno spese decisamente inferiore, scaricando sui Comuni maggiori costi che non portano loro di fatto servizi.
Altri Comuni invece insistono sul venire meno del senso di solidarietà tra i Comuni che è alla base del Ciss.
Dietro tutto questo ci sarebbe però la volontà politica di una parte del Pd, quella che fa capo al sindaco di Vogogna e parlamentare del Pd Enrico Borghi, di portare il servizio alla neonata Unione montana delle valli dell’Ossola, disegno politico che vedrebbe l’appoggio di amministratori di centrodestra come Monti e Cigala Fulgosi.

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