Aggiornato al 20 Aprile 2024

Omicidio Macchi, parlano gli ex compagni dell’indagato

Stefano Binda frequentò il liceo classico di Arona e fece la maturità al Pietro d’Anghiera nel 1987 proprio l’anno in cui avrebbe ucciso Lidia Macchi. E’ questo il dato sconvolgente che attanaglia gli increduli ex compagni di scuola del futuro dottore in filosofia ed ora accusato, dopo trenta anni, dello stupro ed omicidio di Lidia Macchi, avvenuto a Cittiglio il 5 gennaio 1987.
Gianluca Viano, commerciante: ”Era giunto nella nostra classe dopo la bocciatura a Varese. Frequentava gli ambienti di Comunione e Liberazione. Era un tipo simpatico, ma un po’ strano, sembrava più adulto della sua età. Portava la barba o il pizzetto, fumava. Ricordo che non voleva fare attività fisica. Non giocava nelle ore di ginnastica, né a calcio, né a pallavolo. Non era un tipo ginnico e stento a credo che possa aver ucciso con una serie di coltellate una ragazza e poi sia venuto la settimana dopo a scuola come se niente fosse (il delitto avvenne in un week end ndr)”.
Valerio Ponti, dirigente delle poste, si è poi anche lui laureato in filosofia, come Binda: ”Ricordo che mori’ il padre ed andammo al funerale a Brebbia, da dove giungeva con il bus prima di prendere il battello ad Angera e giungere ad Arona. Aveva la barba, sembrava quindi più adulto della sua età. A scuola era intelligente ed andava bene, ma non lo frequentavamo fuori dall’istituto. Ricordo che gli piaceva Guccini ed era un esponente nelle liste studentesche di Comunione e Liberazione.”
CL aveva un grosso nucleo in città attorno alla figura di spicco del docente di storia e filosofia Don Piero Paracchini, poi divenuto monsignore e deceduto alcuni anni fa
Giulio Vistoli, ora docente universitario, fu compagno fino al quinto anno di Binda: ”Ricordo uno studente intelligente, bravo nelle materie letterarie.”

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