Aggiornato al 23 Maggio 2024

Recuperati ordigni bellici dalle acque del lago d’Orta

Com’era accaduto a inizio gennaio, quando alcuni subacquei dei Sub Verbania si erano immersi nelle acque del lago d’Orta, rinvenendo la carcassa di un mezzo a tre ruote, ovvero il Sulky dentro il quale erano poi stati trovati i resti di due uomini scomparsi trent’anni prima, anche nei giorni scorsi alcuni sub hanno fatto un’importante scoperta.
A pochi metri di distanza (nelle acque antistanti la discoteca Kelly) da dov’era stata avvistata la carcassa del mezzo di Luciano Genduso, su cui viaggiava anche Donato Musto, i subacquei hanno scoperto la presenza di diversi ordigni bellici: 17 per la precisione, di cui una quindicina ancora attivi.

E sono stati i carabinieri della stazione di Omegna, guidati dal maresciallo Paolo Puglisi, a coordinare le operazioni di messa in sicurezza del materiale iniziate lunedì e proseguite martedì, fino a quando oggi è avvenuto il recupero di tutti i proiettili risalenti alla Seconda guerra mondiale. Ad occuparsene sono stati sette palombari del Nucleo Sdai (Sminamento difesa antimezzi insidiosi) della Marina militare provenienti da La Spezia, guidati dal tenente maresciallo Angelo Pistone, che hanno messo in sicurezza l’artiglieria di piccolo e medio calibro. E’ poi avvenuta la consegna degli ordigni bellici nelle mani degli artificieri del Genio dell’Esercito, che successivamente hanno provveduto a trasferirli a San Bernanrdino Verbano, dove sono stati fatti brillare all’interno di una cava.

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