Aggiornato al 17 Aprile 2024

Il governatore Alberto Cirio era a Verbania per parlare della programmazione dei fondi europei

Oggi, giovedì 4 marzo, dopo Novara e Vercelli, il roadshow sulla programmazione dei fondi europei ha fatto tappa anche al Centro Eventi Il Maggiore di Verbania, per poi continuare nella stessa giornata a Biella e proseguire nei prossimi giorni nelle altre provincie piemontesi. L’obiettivo degli incontri promossi dall’amministrazione regionale è aprire un confronto sulla destinazione dei fondi europei, il Piano nazionale di ripresa e resilienza per il Piemonte e la programmazione europea 2021-2027. «Il Piemonte avrà a disposizione 13 miliardi dal Recovery Plan e 4 miliardi grazie alla programmazione europea. Oggi siamo qui per parlare di ambiente, turismo ed economia in uno degli spazi più attrattivi del Piemonte. Il Recovery Plan è un’occasione per tutti i progetti strategici che rimettano in competizione il Piemonte con il resto d’Europa, ed è per questo che abbiamo chiamato l’iniziativa Piemonte Cuore d’Europa – ha detto il governatore Alberto Cirio -. Dalla scorsa programmazione i fondi sono aumentati di quasi un miliardo. E’ una grande opportunità, ma dobbiamo viaggiare insieme così da spenderli per quello di cui ha bisogno il territorio. Non sarà una decisione calata dall’alto da persone chiuse in un palazzo di Torino, ma sarà un confronto trasparente con tutta la regione». I tempi però sono stretti. Entro aprile il Governo Draghi dovrà presentare il Piano in Europa, e quindi le istanze dovranno essere inviate a Roma entro fine marzo. Anche il Piano per la programmazione europea dovrà essere pronto per quella data. «Gli obbiettivi della programmazione europea saranno cinque: un Piemonte più intelligente e competitivo, più verde e sostenibile, più connesso, più sociale e inclusivo, e più vicino ai cittadini. Ci sono molte raccomandazioni, come l’incentivare l’occupazione giovanile e delle donne, puntare sull’innovazione e la ricerca, contrastare la corruzione, l’evasione e il lavoro sommerso – ha spiegato Paola Casagrande, direttrice del Coordinamento Politiche e Fondi Europei -. Si chiedono progetti che si attivino velocemente, più della metà deve essere cantierabile per il 2022 e deve concludersi entro il 2026. Il Piemonte ha già raccolto 115 progetti, che ha messo a disposizione della Conferenza delle Regioni. L’obiettivo ora è indicare nuovi progetti e migliorare quelli già presentati». «La ciclopedonalizzazione del lago rimane un obiettivo e deve partire con questa programmazione. Nelle prossime settimane proprio sul lago si terrà  un incontro con Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino, per predisporne formalmentela progettazione – ha aggiunto Cirio -. I fondi europei cercano le zone montane, le zone lacustri, l’eccellenza enogastronomica, l’arte e la cultura, e Lago Maggiore e lago d’Orta ne sono grandi rappresentanti in tutto il mondo. Questa è la loro destinazione naturale. Dobbiamo però farlo nel modo più coordinato e condiviso possibile, dialogando con i territori». Per inviare i propri feedback per il Dsu Piemonte e per il Piano nazionale di ripresa e resilienza si può consultare il sito piemonte2021-2027.eu.

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