Aggiornato al 13 Giugno 2024

L’Emporio dei Legami di Verbania tira le somme: tre verbanesi su 100 sono in crisi

Tira le somme l’Emporio dei Legami alla conclusione del terzo anno di attività piena, considerando che anche durante tutto il periodo della pandemia il servizio è rimasto attivo malgrado il lockdown e le difficoltà relative. «Tutta l’attività dell’Emporio – ha detto il responsabile, Paolo Micotti – è stata contabilizzata come l’attività di un piccolo negozio e di conseguenza abbiamo un chiaro controllo di tutti i movimenti, di entrate e uscite ma anche di persone, di tutto quanto si muove nella nostra attività». Un rapporto, quello chiuso al 31 dicembre 2021, che fa pensare riguardo le condizioni di disagio economico esistenti in città e che, comparato con gli anni precedenti, dà qualche indizio sul peso avuto dalla pandemia sulla situazione socio-economica. Il numero di tessere familiari attive a fine anno risultava nella misura di 385 per una totalità di assistiti pari a poco meno di 1.000 persone; rispetto a una popolazione residente di 30.209 persone, si registra quindi una percentuale di assistiti pari al 3,3%, in larga misura italiani. Il confronto tra le varie annualità mette in rilievo il numero di accessi per giorno, che con le attuali aperture di tre giorni alla settimana, raggiunge una media di 49 accessi per giorno, quindi circa 150 famiglie in media ogni settimana. I prodotti presenti all’Emporio sono estremamente eterogenei, alimentari o per la pulizia personale, provengono in buona parte dalle raccolte dell’invenduto estese ai supermercati del territorio e dai progetti Fead/Agea della Comunità Europea, mentre i prodotti freschi vengono in parte anche acquistati da negozi cittadini, grazie al contributo in buoni acquisto provenienti da più associazioni. Impossibile, poi, dimenticare le donazioni che pervengono da privati cittadini, sia monetarie che in beni alimentari. I contributi da enti promotori nel 2021 hanno compreso 33.900 euro dal Comune di Verbania (che si è accollato anche le spese per utenze, di pulizia e sanificazione), 5.000 euro dal Consorzio Servizi sociali del Verbano, 3.000 euro dalla Fondazione comunitaria del Vco e 14mila euro da Lions club Verbania. «Non possiamo dimenticare – ha detto poi Micotti – il lavoro svolto dai circa 40 volontari che si alternano nel market sociale con grande impegno». Attualmente è presente anche una persona che opera part-time come inserimento lavorativo nell’ambito del progetto “Non siamo isole” finanziato dalla Regione Piemonte. 

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