Aggiornato al 25 Febbraio 2024

Frontalieri infuriati nella riunione di venerdì con i politici

Venerdì 19 gennaio nella sede della Comunità montana di Domodossola si è tenuto un nuovo incontro sull’introduzione della “tassa sulla sanità” per i frontalieri. Erano circa 250 quelli presenti per ascoltare il deputato Stefano Candiani e l’europarlamentare Alessandro Panza, entrambi della Lega. Ha esordito Candiani: «Ci sono state molte polemiche che io ritengo strumentali, in special modo a riguardo della frazione giornaliera. Sappiamo che la situazione è complessa, noi a differenza di altri abbiamo scelto di confrontarci ed ascoltare anche le critiche, oltre alle valutazioni ed iniziative proposte». Candiani ha spiegato: «I frontalieri hanno la loro dignità e devono essere rispettati. L’accordo del 1973 che nel 2016 si è deciso di modificare, partendo dalla voluntary disclosure per il rientro dei capitali illecitamente esportati, ha fatto sì che la Confederazione Svizzera portasse a rivedere diversi trattati. Nel 2019 si è arrivati a scrivere un nuovo accordo, si è chiuso tutto nel giugno 2023. I vecchi lavoratori sono rimasti soggetti alla disciplina previgente, mentre per i nuovi si applicano i criteri sottoscritti lo scorso anno, la questione principale è quella relativa alla sanità, doveva essere data una risposta ad entrambi. Tutte le forze politiche in parlamento hanno votato a favore dell’accordo nel 2020, ora in molti si fanno sentire e cercano di far credere sia stato tutto deciso da questo governo. La prima questione è quella di come destinare i ristorni, finora si dividevano tra i Comuni, ma ora si è aperta la possibilità che questa quota per la sanità vada alle Regioni e potrebbe portare a sviluppi che bisogna valutare con molta attenzione. In questi giorni ho sentito spesso  tirare fuori l’argomento degli altri lavoratori frontalieri, facendo finta di non sapere che gli altri Paesi sono parte dell’Unione Europea e quindi vigono tutt’altre condizioni fiscali e contributive. Nessuno desiderava un accordo del genere, ma sappiamo bene che senza raggiungere un compromesso si sarebbe arrivati alla tassazione ordinaria e sarebbe stata ulteriormente peggiorativa». Un frontaliere ha detto chiaramente nel bel mezzo della discussione: «Sinceramente volevo dirvi che tanti di noi sono delusi dalla Lega perché tante volte abbiamo votato per voi». Il clima si è acceso ad ogni domanda, fino a diventare infuocato, l’esasperazione ha portato a una grande difficoltà di proseguire nel dibattito e in molti hanno sfogato la loro rabbia. A prendere la parola, poi, è stato Antonio Locatelli, rappresentante dei frontalieri: «I nuovi lavoratori dovranno pagare delle cifre molto importanti e penso che si ricorderanno bene di chi ha mancato di tutelare i loro interessi. La generazione dei giovani ha davanti una prospettiva difficile e si troverà in ulteriore difficoltà a causa di questa trattativa. Vogliamo sapere perché avete deciso in questa maniera, voi e tutte le altre forze in parlamento». Eduart Braka, segretario sindacale e responsabile Unia dell’alto Vallese: «Siamo arrivati a 14mila firme con la nostra raccolta per opporci a questa legge che riteniamo ingiusta. Vogliamo lottare unitamente con le altre sigle e anche con le persone del territorio, è nel loro interesse. Vogliamo che venga cancellata questa legge e che gli accordi vengano rivisti in maniera equa. Stiamo dando incarico anche a livello legale per tutelare i diritti e portare i ricorsi fino a Bruxelles». Gianluca Casili, responsabile del sindacato Syna: «All’inizio si parlava di un prelievo dal 3 al 6% e pian piano si è arrivati ad una cifra dai 30 ai 200 euro. Ci sono ancora margini per migliorare e per arrivare ad una revisione di quello che è stato siglato». Geremia Magliocco, sindaco di Trasquera: «Coi ristorni dei frontalieri il nostro paese assicura i servizi minimi e dobbiamo utilizzare anche fondi delle tasse italiane. Dovete fare partecipare i vostri rappresentanti locali nei lavori delle infrastrutture utili ai frontalieri e non solo, ma anche sviluppare progetti organici che possano essere utili per il territorio».

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