Aggiornato al 18 Luglio 2024

Ieri l’assemblea degli iscritti del Pd, confermate le primarie del 17 marzo tra Fornara e Brezza

Il Partito democratico verbanese ha deciso: si andrà alle primarie tra Chiara Fornara e Riccardo Brezza. L’assemblea degli iscritti si è riunita la sera di ieri, giovedì, a Palazzo Flaim; si doveva decidere tra le due candidature e se andare alle primarie. Quella di Brezza è una candidatura che gode di una discreta maggioranza all’interno degli iscritti del Partito democratico, ma non convince le liste civiche e gli alleati del centrosinistra. La candidatura di Fornara, invece, sembra riscuotere più consensi fuori dal partito. Forse, se il Pd avesse scelto la candidatura di Fornara, come chiedevano alcuni sostenitori della direttrice del Ciss Verbano, sarebbe stato più semplice definire un accordo con gli alleati (vista l’ampia convergenza sul nome di Fornara, che convincerebbe anche i Cinque Stelle). Alla fine i candidati hanno accettato di rimettersi alla volontà dell’assemblea, dove la scelta delle primarie è passata con un voto che ha spaccato in due il partito (31 a 24). «Ha scelto l’assemblea – dice in un commento a caldo il segretario cittadino, Giacomo Molinari -. Pur con tutti i suoi limiti, il nostro è un partito realmente democratico… e l’assemblea sovrana delibera e sceglie. Abbiamo chiesto ad entrambi di accettare il verdetto della serata, qualunque fosse, e si sono assunti pubblicamente questa responsabilità». Ora, però, bisognerà capire quali saranno le reazioni nel campo alleato del centrosinistra e soprattutto quella dei due candidati. Se Brezza infatti invocava il ricorso al voto da tempo, Fornara si era detta molto scettica sull’uso di questo strumento per arrivare alla definizione di un candidato. Per ora l’unica reazione registrata dalla direttrice del Ciss è un post pubblicato alle prime ore di venerdì su Facebook, dove è citata la canzone “Madame Bovary” di Guccini e il celebre verso “poi perdere ogni tanto ci ha il suo miele / e se dicono che vincono stan mentendo”, chiudendo con il saluto “Goooood morning Vietnam”. Insomma, sembrerebbe dire il messaggio, il voto di ieri è stata una sconfitta. L’unico commento da noi raccolto per ora è quello della sindaca uscente, Silvia Marchionini, sostenitrice della candidatura di Fornara: «Per essere competitivi e continuare a governare Verbania occorre una vasta alleanza che parli a tutta la città, con un programma chiaro e un sindaco autorevole. La strada di contarsi eleggendo ad identità uno strumento, le primarie, a meno di tre mesi dalle elezioni e con una campagna di tre settimane pregiudica quella possibilità di vittoria. Inascoltati i tanti inviti a costruire una soluzione di mediazione, di buon senso, di unità. Saremmo l’unico capoluogo di provincia a fare delle primarie, senza coalizione, a marzo; ovunque non è stata fatta questa scelta, a metà marzo. Sbagliano tutti? Il Pd è il centro della coalizione di centro sinistra, ma presumere l’autosufficienza sembra più una posizione impulsiva o ideologica che funzionale a rappresentare e risolvere i problemi del territorio e dei cittadini».

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