E’ atteso per oggi il nuovo episodio degli adorabili protagonisti (lei non azzecca un accento) Clarissa e Gustave. «Si intitolerà “Clarissa Bleriòt e il segreto del Nussgeis” e tratta tematiche walser» spiega l’autore, Michele Scaciga, la cui fantasia non conosce confini, come sembra non presentarne qualsiasi sfida tecnica che gli si pari davanti: ogni strumento è buono per creare nelle mani dell’artista bacenese. Da qualche giorno circolano sui social brevi video realizzati dal pittore, videomaker e regista antigoriano, realizzati con l’intelligenza artificiale. In uno dei video una bella signorina col colbacco, accompagnata da una fantastica marmotta di nome Gustave (foto), a bordo del Blèriot di chaveziana memoria, sorvola l’Ossola incontrando un gigantesco San Cristoforo. Perché? E’ presto spiegato nel breve video. Seguono altri episodi, uno ci porta in piazza Mercato a Domodossola, l’altro tra poco col popolo walser. Da dove nasce questo piccolo prodigio di idea e tecnica? «Clarissa Blariòt nasce l’8 marzo, simbolicamente nel giorno della Festa della donna, da una costellazione di stimoli intellettuali. Le sue radici affondano nel mio amore per il cinema d’avventura e nelle letture giovanili del Corriere dei ragazzi e del Giornalino: un’epoca fortunata in cui l’epica si scopriva attraverso il segno di maestri come Micheluzzi, Toppi, Battaglia e Pratt – spiega Scaciga -. Oggi, quella stessa urgenza narrativa incontra la mia continua ricerca sui nuovi media. Come artista visivo, non nego di essermi interrogato sul ruolo delle arti figurative di fronte alla “concorrenza spietata” dell’intelligenza artificiale, uno strumento che democratizza la visualizzazione di qualsiasi desiderio tramite un semplice prompt. Eppure, proprio nel confronto con questa sfida, ho scoperto un mezzo incredibilmente congeniale. Oggi mi diverto a dare vita a ciò che immagino: non è un processo automatico, ma un lavoro di disegno, progettazione e autorialità. Dietro ogni sequenza interpretata da Clarissa e dalla sua spalla Gustave, c’è la volontà di riappropriarsi della tecnologia per raccontare storie nuove con occhi antichi». Per saperne di più: https://www.facebook.com/share/v/1SF6cfrMBJ/


