Aggiornato al 14 Aprile 2024

Gallo e il BarDotto su Sos Ossola e San Biagio

*Svelato il mio segreto di regista occulto posso affermare che, in SOS Ossola, Gallo sta a Grillo come BarDotto a Casalegno nel M5stelle. O se volete, come nell’opera dei pupi che è cosa seria, io il puparo e Gallo il pupo!
*Il 14 luglio 2013 è stato il secondo anniversario della grande manifestazione popolare fatta in Ossola con circa cinquemila partecipanti, contro la chiusura del punto nascite e, per quanto riguarda SOS Ossola, ampliata in difesa sempre dell’ospedale San Biagio e del socio sanitario in Ossola.
*Come ci eravamo arrivati? SOS Ossola era nato a cavallo tra il 2.010 e il 2.011 in quanto avevamo compreso che, nel contesto delle evidenti difficoltà generali, per le politiche neocentriste di Roma ma, soprattutto quelle torinocentriche di Cota e quelle pro verbano che hanno sempre depredato l’Ossola e ci era chiaro che avrebbero tentato di minare il nostro ospedale San Biagio e sottrarre servizi.
*Per questo motivo ci inventammo SOS Ossola, sia sul web che nella realtà non virtuale.
*OBIETTIVI? Due: prima difendere con argomentazioni, sollecitazioni sulla dirigenza, su consiglieri regionali, su amministratori ossolani, con esternazioni e comunicati, poi andare all’attacco perché il San Biagio diventasse ospedale “cardine”, terminologia usata attualmente che, approssimativamente significa di riferimento provinciale, come era all’inizio degli anni ’90 al termine della presidenza GALLO. L’ospedale più importante per qualità e servizi dopo Novara era il San Biagio di Domodossola.
*Evoluzione SOS Ossola che alla data del 16 luglio 2.013 ha oltre 5.100 iscritti sul gruppo omonimo su FaceBook e che in data 20 luglio 2.012 si è regolarmente registrato all’ufficio delle entrate come Associazione senza scopi di lucro. SOS Ossola ha assunto diversi significati = Sostenitori Ospedale Sanità Ossola, ma anche Sostenitori Solidarietà Ossola e, infine SOS Sostenitori Organizzazioni Solidarietà.
*Oggi siamo i una situazione difficilissima a livello nazionale, regionale, provinciale e locale. Però noi sappiamo che nelle crisi più dure possono avvenire rivoluzioni o cambiamenti radicali che nei periodi di vacche grasse non avvengono. Stiamo operando affinché nel nostro territorio, con particolare riferimento all’Ossola, i cambiamenti e le riorganizzazioni e, perché no, anche alcuni tagli, siano positivi. Le nostre proposte, seppur prima respinte pregiudizialmente o non comprese, viste con diffidenza e poi accolte con qualche ritardo dalle istituzioni locali, hanno bloccato tutto e non solo la chiusura del punto nascite con il ricorso al TAR che noi, da soli, avevamo proposto sembrando isolati. Infatti la dirigenza ASL vco ha stoppato il declassamento del DEA a pronto soccorso e, con questo, rinunciato al progressivo decadimento dell’Ospedale San Biagio. Noi lo avevamo detto sempre non ascoltati come la Cassandra; la prova “regina” della conferma delle nostre ipotesi è stata che, immediatamente dopo la sospensiva del TAR, la dirigenza dell’ASL vco, per mancanza di risorse adeguate mai ottenuto anche per insipienza della politica locale, ha girato le cannoniere su Verbania, proponendo il declassando il DEA e ad Omega riducendo le ore di pronto soccorso.
*QUESTIONE RISORSE. Nonostante le battaglie per la provincia autonoma per le sue specificità, i politici locali non hanno conseguito alcun risultato, nemmeno in termini di riconoscimento economico derivanti dal fatto che nella nostra realtà periferica, tutti i servizi costano molto di più che nelle aree metropolitane. Questo concetto vale ancor di più per la sanità e il socio assistenziale, per il territorio montano soprattutto dell’Ossola, per il costo della gestione dell’ospedale plurisede dove alcuni “doppioni” come il DEA con relativo supporto sono necessari e, infine, per l’eccessiva distanza dal punto di riferimento “superiore” che è Novara che obbliga non solo a trasporti più onerosi ma anche a realizzare alcuni servizi a tutela della salute dei cittadini, come, ad esempio, l’emodinamica. Oggi prendiamo atto che le risorse date dalla regione, che nel frattempo è allo sfascio e al vero e proprio fallimento, non consentono di mantenere in piedi l’ospedale plurisede e ne abbiamo tratto le conseguenze. L’ospedale plurisede non è sostenibile tenendo conto che, nel prossimo triennio, sono previsti ulteriori tagli sui costi, in particolare su quelli del personale.
*La strategia che avevamo in mente e che sta diventando giorno per giorno più concreta, è quella che il nostro ospedale San Biagio, diventi l’ospedale cardine, che nel gergo attuale significa analogo alla dizione antica di ospedale provinciale, quello più importante dopo quello di Novara nelle due province com’era all’inizio degli anni novanta dopo il lungo periodi di presidenza di Gallo.
*EMODINAMICA Affermiamo con nettezza che l’emodinamica da sola non avrebbe, come sostengono ancora alcuni tecnici, politici e amministratori, sbagliando, salvato il San Biagio. Essa sarebbe miseramente fallita in un ospedale declassato e senza DEA. Dell’emodinamica abbiamo risollecitato l’avvio, in tempi brevi, anche se per una fascia di apertura inferiore alle 24 ore, in attesa di tempi migliori. Sappiamo che, finalmente, sarà installata nella prossima settimana nel locale voluto dalla lungimiranza del dr. Giovanni Tirella, professionista e uomo nel cuore di molti ossolani e mio carissimo amico.
RIVENDICHIAMO CON ORGOGLIO che per la sua assegnazione al San Biagio di Domodossola, abbiamo svolto un ruolo fondamentale con numerose iniziative tra le quali le principali sono state quelle in Val Vigezzo con i sindaci, il commissario ASL vco dr Corrado Cattrini e il cardiologo Massimo Tessitori. Al termine di quella riunione fu approvato un nostro documento che richiedeva, con adeguate argomentazioni il servizio di emodinamica al San Biagio.
Circa una settimana dopo, presentammo analogo e articolatissimo ordine del giorno che fu approvato unanimemente e integralmente come presentato, dalla rappresentanza di tutti i sindaci ossolani.

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