Aggiornato al 18 Aprile 2024

Nessun petardo esplose quella sera

Quale titolare del campeggio Conca d’Oro di Fondotoce lette le gratuite quanto infondate allusioni, illazioni ed insinuazioni fornite dalla signora Sonia Frassati nella lettera/precisazione dal titolo “Icendio al camping non è stata colpa di una bombola esplosa”, pubblicata il 24 luglio scorso mi trovo costretto, ancor più amareggiato, a replicare e a contestare tali affermazioni, fornendo dettagliato resoconto della vicenda da me vissuta mio malgrado.
In tale lettera si insinua in modo inequivoco che l’origine dell’incendio occorso il giorno 13 luglio scorso al Camping Lido Toce di proprietà della signora Frassati Sonia, sarebbe da mettere in relazione ad un presunto “rumore di petardi e fuochi d’artificio dall’altra parte della siepe che divide i due campeggi, quindi nell’altro campeggio, e si arriva addirittura ad affermare che sarebbe stato rinvenuto “lo stesso giorno un bossolo di fuochi d’artificio presso la siepe che divide le due strutture”.
Dal momento che l’unico campeggio confinante risulta essere il Conca d’Oro da me gestito e risultando altresì che tali allusioni risultano esser prive di alcun supporto riscontro effettivo, quanto gravemente lesive dell’immagine della mia attività, mi trovo costretto a “tornare” su di un episodio che mi sarei lasciato volentieri alle spalle dal momento per altro che fortunatamente non ha avuto quegli esiti tragici che facilmente avrebbero potuto verificarsi.
La notte tra il 12 e 13 luglio 2013 alle 0.38, nel silenzio più assoluto, io stesso ed altre persone abbiamo sentito delle grida concitate provenire dal confine con il Camping Lido Toce e senza nemmeno avere il tempo di comporre il numero di telefono del mio guardiano ricevevo la di lui telefonata che mi avvisava della presenza di fuoco al Lido Toce, la telefonata è stata registrata dal mio cellulare alle ore 0.39. Mi sono diretto di corsa nella zona a confine con altra persona, incontrandone una terza, ed abbiamo visto le fiamme già alte al di là della siepe di confine alta circa 2 metri e mezzo. Immediatamente, ho chiamato il 115 dal mio cellulare (che ha registrato la chiamata alle ore 0,41) comunicando per primo ai Vigili del fuoco grande emergenza per incendio al campeggio Lido Toce.
Subito dopo ho predisposto la manichetta antincendio più vicina al rogo e ho fatto predisporre ad altra persona la manichetta parallela: dapprima, abbiamo mondato la siepe di confine per evitare la contaminazione delle fiamme, poi abbiamo spinto i getti oltre, arrivando direttamente sul rogo, tra vari piccoli scopi e sibili di sfiato. A un certo punto sono quasi caduto a terra per il botto, con relativo fungo di fiamme provocato dall’esplosione di una bombola gas al di là della siepe, ho ceduto un attimo la manichetta a un cliente intervenuto in aiuto e ho chimato il 115 chiedendo a gran voce di inviare uno autopompa anche al mio campeggio a protezione dello stesso.
Intanto altro personale provvedeva all’evacuazione dei clienti dal mio campeggio, in quanto preoccupati dalla possibilità che le fiamme potessero invadere anche il Conca d’oro.
Intorno all’una e trenta del giorno 13 luglio la situazione veniva messa sotto controllo dai vigili del fuoco e poco dopo ricevevo una telefonata dal signor Perucchini Davide, componente della famiglia proprietaria del campeggio Lido Toce, il quale mi riferiva che alcuni suoi clienti avevano visto (addirittura visto, nemmeno sentito)petardi provenire dal mio campeggio prima dell’incendio; rispondevo sbalordito di non scherzare, che l’incendio si era sviluppato nel silenzio più assoluto, e che invece di pensare a quello forse doveva pensare di ringraziare tutti per l’aiuto che avevano dato. Chiudevo la teelfonata infastidito e amareggiato e ne davo informazione alle persone a me vicine, in particolare al mio guardiano che immediatamente smentiva tale ipotesi.
Intorno alle 4 al ritorno della quasi normalità almeno nel mio campeggio, nuovamente chiamato dal mio guardiano, mi recavo all’ingresso, dove un ispettore di polizia mi aspettava con alcuni suoi colleghi per farmi delle domande, informandomi che il proprietario del Lido Toce riferiva di testimoni che avrebbero udito degli scoppi prima dell’incendio, riferendo che scoppi piccoli e più grandi o sibili si verificarono in un momento successivo al divampare dell’incendio, probabilmente dovuti a piccole bombole da campeggio o bombolette spray che esplodevano a incendio già conclamato. Indicavo molte persone che avrebbero potuto fornire informazioni.
La mattina stessa, alle 10,30, l’Ispettore di Polizia in presenza del Sotituto procuratore, dopo aver sentito alcuni testimoni, mi riferiva di non tenere più a disposizione le altre persone da me indicate come informate dei fatti, in quanto tutte le testimonianze già assunte concordavano tra loro e con quanto da me riferito durante la notte. Circa un’ora più tardi anche personale della polizia scientifica, da me interpellato per motivi di sicurezza, escludeva che l’incendio fosse da ricondursi a petardi o fuochi d’artificio di qualsivoglia natura, riferendomi informalmente che la causa maggiormente accreditata era quella di un cortocircuito all’interno di un caravan fisso non occupato, cosa che avrebbe permesso alle fiamme di svilupparsi lentamente sino a divampare senza esser prima avvistate.
Nel pomeriggio dello stesso giorno si presentava al mio campeggio il signor Perucchini Davide, il quale mi porgeva le sue scuse dichiarando che i testimoni che avevano parlato di petardi erano due persone anziane che, svegliate improvvisamente in quella situazione, erano in evidente stato confusionale. Vedendolo scosso e provato dall’accaduto accettavo le sue scuse, pensando di poter mettere la parola fine a tale brutta, ma fortunatamente non tragica, vicenda.
In effetti, pezzi riconoscibili di bombola esplosa vennero raccolti dai vigili del fuoco anche nel mio campeggio, ma fortunatamente recarono danni solo a cose, non alle persone. Purtroppo mi trovo costretto a tornare sull’argomento, lette le allusive e insinuanti dichiarazioni di altro componente della famiglia dle Camping Lido Toce, questa volta addirittura pubblicate le quali impongono, a questo punto, le doverose presenti precisazioni, determinandomi altresì a prendere in seria considerazione ogni azione legale a tutela dell’immagine mia e della società che rappresento. I miei migliori saluti

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