Aggiornato al 19 Aprile 2024

Offshore, “vogliam vedere i conti”

Anche l’edizione 2013 degli OFFSHORE sul lago Maggiore si è chiusa, e si apre il tempo delle verifiche e delle controproposte.
E’ stato un successo di pubblico? A questa domanda si può rispondere soltanto con un confronto tra le attese e i risultati raggiunti. Quante persone sono normalmente presenti, a Stresa e ad Arona, in un we di settembre? Quante persone erano presenti in questi due we di manifestazione? Quante di queste sono giunte perché attratte dall’evento? Naturalmente ci aspettiamo che i sindaci siano in grado di darci numeri certi e metodi di calcolo utilizzati (non sono validi aggettivi generici tipo “tante” o “tantissime” persone, di fronte alla concessione di uno specchio d’acqua incantato, com’è quello del lago Maggiore). Non è da escludere che, a conti fatti, non siano stati gli offshore a richiamare il pubblico, ma sia invece il solito pubblico di Arona con il suo flusso turistico ad essere servito all’evento.
E’ stato un successo economico immediato? Intendiamo con questa domanda chiedere se i bar, i ristoranti, gli alberghi hanno lavorato più che in altri we di settembre, e quanto. E naturalmente vorremmo sapere con quali strumenti di monitoraggio scientifico si sono ottenuti i dati. Ci risulta, peraltro, che i Comuni non abbiano intascato un euro dal loro affanno, neppure per il plateatico, ma speriamo di essere smentiti.
Ci sarà un ritorno di immagine ed economico futuro? A questa domanda potrebbe già rispondere il sindaco di Stresa, che, in occasione delle precedenti edizioni, aveva millantato (e mai dimostrato) fantastilioni di ritorno turistico dalle gare. Forse però quest’anno i due sindaci si sono attrezzati e, temendo le nostre domande, hanno dato incarico ad un’agenzia di marketing qualificata, di cui hanno approvato il piano di indagine proiettato negli anni a venire. Aspettiamo risposte. Come abitanti del lago Maggiore abbiamo il diritto di sapere per quanti precisi denari esso è stato venduto.
Quante e quali reti televisive, nazionali ed estere, hanno seguito gli eventi e li hanno inseriti nei loro palinsesti? Come per le altre domande, i sindaci o l’agenzia incaricata ci forniranno gentilmente gli elenchi e gli orari di diffusione delle immagini. Per le proiezioni sugli aerei arabi delle immagini nostrane, possiamo accontentarci per ora del piano predisposto (ore e giorni), salvo conferme successive. La nostra insistenza, lo si capisce, deriva dalla valorizzazione del bene sconfinato che abbiamo concesso.
Come hanno reagito al sequestro del lungolago e al godimento delle sue rive, e ai rumori assordanti dei bolidi e degli elicotteri i cittadini di Stresa e di Arona, intendendo la maggioranza di essi, cioè coloro che non hanno ricavato altro che disagi dagli offshore? Tutto tranquillo? Tutti felici? E’ stato sondato l’umore? Con quali strumenti di ricerca? Con quali risultati statistici?
Ha avuto successo la gara di pittura tra i giovanissimi? Quante opere sono state presentate alla giuria (da chi era composta?), quali le età rappresentate? Era stato consultato un pool di pedagoghi esperti, prima di coinvolgere le giovani generazioni? Oppure si è sentito il parere degli insegnanti, che sempre più e sempre meglio spiegano i valori fondanti dell’ecologia e del rispetto del territorio? Se sì, quali insegnanti o pedagoghi?
Ovviamente un dimostrato successo economico e d’immagine degli offshore non modificherà la nostra convinzione che si tratti di eventi inadatti, sguaiati, da sostituire con ben altre iniziative e qualificazioni del territorio, ma almeno ci consolerà la certezza di essere nelle mani di chi sa bene quello che vuole, e si affanna a raggiungere i suoi obiettivi senza cialtronerie.

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