Aggiornato al 18 Aprile 2024

Busta con proiettili No Tav a Lucio Reggiori Il sindacalista di Baveno: preoccupato più per i lavoratori

C’è anche il bavenese Lucio Reggiori, segretario regionale della Fillea Cgil (il sindacato degli edili) tra i destinatari di tre buste con proiettili calibro 7.65 inesplosi intercettati dai carabinieri e destinati alle sedi torinesi di Cgil, Cisl e Uil.
Le buste, indirizzate anche a Pierluigi Guerrini (Feneal Uil) e Piero Donnola (Filca-Cisl) contenevano un foglio con una minaccia dei No Tav: “No Tav No Terzo Valico Alzare il tiro pagherete caro pagherete tutto”.
“Quest’ultimo – dice Reggiori che è stato ascoltato oggi dai carabinieri di Domodossola come persona informata sui fatti — è un vecchio slogan degli Anni ’70 della sinistra extraparlamentare che usavo anche io ai miei tempi”. Per Reggiori è la prima minaccia di questo tipo in tanti anni di sindacato: “C’è un clima di terrorismo e questo fa il paio con quel che ha detto il procuratore generale Caselli e che hanno dichiarato i brigatisti in carcere, invitando i No tav a fare il salto di qualità. E’ un clima di tensione che non lascia intendere nulla di buono”. Alla domanda se è preoccupato Reggiori risponde: “Personalmente per me no, ma sono sempre più preoccupato di questo clima, che è pesante nelle zone dove si fanno questi lavori così contestati. Sono preoccupato per tutti i lavoratori più che per la mia persona. Quando manca il rispetto verso la vita umana viene a cadere tutto in democrazia. Negli anni Settanta gambizzavano i giornalisti per potere nuocere fisicamente a chi faceva quel lavoro lì. Io rappresento i lavoratori e oggi si cerca di colpire un simbolo di chi difende i lavoratori, ma ho il timore che anche chi lavora ogni giorno in cantiere possa essere nel mirino”.

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