Aggiornato al 17 Aprile 2024

Stadio di Villa alla Juve Domo, lunedì parlerà Perugini

«Sto cercando di tenere calmi i genitori dei 100 e passa bambini che da giorni vogliono andare a manifestare davanti al Comune». Non usa mezzi termini Angelo Natoli, della società calcistica Voluntas, all’indomani dell’assegnazione dello stadio cittadino alla Juventus Domo. Il Felino Poscio, infatti era diventato pomo della discordia tra le due società villesi (Voluntas che gestisce il settore giovanile, e Virtus, prima squadra) e da oltre un anno l’amministrazione cercava di trovare il modo per mettere tutti d’accordo. Il banco, però, saltava sempre. E così un Marcello Perugini abbacchiato, aveva ammesso all’ultimo consiglio comunale di «aver fallito». Nel frattempo la minoranza scriveva un’interpellanza in cui accusava la giunta Bartolucci di aver sbagliato a fare un bando aperto a tutte le società. Ed ecco qui il risultato: la Juve Domo si porta a casa per tre anni la gestione dello stadio Felino Poscio, grazie al ribasso che azzera il contributo di 5mila euro del Comune e per maggiori investimenti. Una necessità, quella di trovare un altro campo, per la Juve Domo, visto che sono imminenti i lavori per la Città dello sport che riguarderanno il Curotti a Domodossola.

I RETROSCENA
Natoli sostiene che per un certo periodo l’accordo pareva fatto: «Avevamo raggiunto davanti all’assessore un buon risultato: che noi avremmo pagato 8mila euro per subentrare. Poi la Virtus ha rilanciato, chiedendone duemila per il rifacimento dell’impianto del gas che era stato rifatto. Il Comune si era detto disponibile a pagare; ma allora erano stati chiesti quattro tornei quando noi ormai avevamo il calendario fatto. Avevamo detto di poter andare incontro su uno, ma non è bastato. Era un continuo rilancio». Contesta la ricostruzione dei fatti il presidente della Virtus, Vittorino Battro: «Io ho sempre e solo detto che dovevo parlare ai miei, in consiglio. Non potevo certo rispondere così su due piedi. Ci sono le carte protocollate a dimostrarlo. Ora però è giusto stare tranquilli e aspettare di poter parlare con i dirigenti della Juve Domo e col Comune. Posso solo dire ai tifosi che la Virtus andrà sempre avanti perché abbiamo 70 anni di storia e usufruiremo ancora del campo».

UN FIUME IN PIENA
Chiediamo di guardare avanti anche a Natoli: «Lo faccio, ma non posso non rammaricarmi per quello che è successo. Il Comune doveva decidere responsabilmente. Non ci saremmo sovrapposti, perché chi si occupa di calcio sa che giovanili e prima squadra hanno tempi di allenamenti e di partite diversi. Si doveva solo tagliare la testa al toro e dare a uno la gestione, e all’altra il pagamento delle spese. Poscio si rivolterà nella tomba a vedere lo stadio andare alla Juve».
Dal canto suo, Marcello Perugini ha annunciato che ci sarà una conferenza stampa lunedì per chiarire l’argomento (inizialmente era prevista per venerdì). Ma più volte aveva dichiarato di «aver fatto tutto il possibile per trovare un accordo. Se le due società dopo più di un anno non sono riuscite nell’intento, non potevamo certo lasciare la gestione dello stadio indefinita».
Natoli però è un fiume in piena, anche se continua a richiamare i genitori dei ragazzi alla calma: «Noi non molliamo. Alla fine andremo avanti per tutti i ragazzi, saranno 120 l’anno prossimo, con o senza stadio. Potremmo andare anche a Cosasca, oppure nei campi limitrofi. Sono diverse infatti le società, che ringraziamo, che ci hanno offerto un campo. Per l’anno prossimo prevediamo due squadre in più e due nuovi allenatori. Non ce l’abbiamo certo con la Juve Domo che ha giocato le sue carte. Noi non ci fermeremo». 
Arianna Parsi

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