Aggiornato al 14 Giugno 2024

Droga nel furgone all’insaputa dell’amico. Un 26enne finisce in cella

Non si fermano i servizi antidroga organizzati sul territorio dalla questura, al fine di contrastare lo spaccio di stupefacenti nel Vco. Nell’operazione di martedì 16 febbraio ad essere messo alla prova è stato il rapporto di amicizia tra due giovani italiani. Era la sera di martedì, appunto, quando la Sezione antidroga della Squadra mobile ha deciso di procedere al controllo di un furgone su cui si trovavano a viaggiare due persone. La coppia alle domande degli agenti rispondeva di essere alle prese con un trasloco per conto del  passeggero con il mezzo messo a disposizione del conducente. Durante il controllo, però,

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il passeggero è apparso insofferente alla presenza dei poliziotti, che a seguito di alcune ricerche hanno appurato che aveva precedenti specifici in materia di stupefacenti. Il giovane italiano del 1995 «faceva sorgere negli agenti il sospetto – hanno fatto sapere in una nota dalla questura – che lo stesso avesse potuto occultare sostante stupefacenti tra il materiale trasportato, all’insaputa dell’amico». Così il controllo del mezzo ha permesso di rinvenire in un sacco un chilo circa di marijuana e 50 grammi circa di cocaina, di cui il passeggero si assumeva la totale responsabilità. «La successiva attività di perquisizione personale e domiciliare – hanno fatto sapere ancora dalla Polizia –  consentiva di rinvenire ulteriori 70 grammi circa di cocaina, 95 grammi di marijuana, un bilancino di precisione e 5.300 euro in banconote di diverso taglio, verosimilmente provento dell’attività di spaccio». Per questa ragione il ragazzo, gravato tra l’altro della misura di prevenzione dell’avviso orale del questore del Vco, veniva tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e trasferito nel carcere di Pallanza, a seguito della disposizione dell’autorità giudiziaria. Successivamente all’udienza di convalida, avvenuta oggi, venerdì 19 febbraio, per il giovane è stata disposta la custodia cautelare in carcere. L’amico, all’oscuro di tutto, ha dovuto fare i conti con un grande spavento e la consapevolezza che dare fiducia al prossimo non sempre è un bene.

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