Aggiornato al 19 Giugno 2024

Ornavasso, la “Casa dell’Anziano” è sempre stata “Covid-free

La “Casa dell’Anziano” di Ornavasso è, ad oggi, un rarissimo esempio nella provincia del Vco di struttura Covid-free. «La nostra casa di riposo, sia nella prima che nella seconda ondata di Covid – dice con un pizzico di orgoglio il sindaco Filippo Cigala Fulgosi – ha avuto questo magnifico risultato, dovuto alle decisioni prese dall’Associazione Amici dell’Anziano onlus che immediatamente ha blindato la struttura in tutti i modi possibili. Un plauso va dunque agli amministratori della onlus e al personale della cooperativa Azzurra che si è prontamente adeguato, anzi, ha spinto per avere una chiusura totale a difesa degli anziani. Ne hanno risentito un po’ gli ospiti che non hanno potuto abbracciare i loro parenti, ma sono intervenuti il Comune e l’associazione Kenzio Bellotti che hanno fornito dei tablet per consentire agli ospiti di vedere, anche se attraverso un monitor, i loro cari. Ad ulteriore garanzia tutti sono già stati vaccinati e rimangono rigide e ferree le misure per evitare qualsiasi tipo di evento avverso. Come amministrazione comunale non possiamo che essere felici ed entusiasti del comportamento tenuto da tutti, perché ai nostri anziani ci teniamo». Tanti sacrifici da parte di tutti, dunque, per raggiungere questo ottimo risultato. «Da quando è cominciata l’emergenza sanitaria – racconta la presidente dell’Associazione “Amici dell’Anziano” onlus, Laura Bolzoni – siamo fortunatamente sempre stati senza alcun contagio e questo grazie ai direttori della struttura, che in questi mesi si sono succeduti, e al direttore sanitario che, a difesa degli ospiti, hanno adottato le misure più stringenti. Abbiamo chiuso l’accesso dei parenti per le visite, sopperendo però con le video chiamate tranquillizzando così sia i famigliari che gli ospiti». Proprio per il fatto di essere una struttura “no Covid”, gli ospiti sono stati tra i primi ad essere vaccinati. «Siamo stati scelti e l’abbiamo fatto tutti, anche i dipendenti e io come presidente, abbiamo ricevuto la prima dose e il richiamo, e nessuno ha avuto complicazioni. Nonostante siamo tutti vaccinati non facciamo però entrare nessuno per paura delle varianti, e proseguiamo ad indossare la mascherina sempre, a mantenere le distanze e a lavarci frequentemente le mani. A chi è costretto ad entrare nella Casa per fare manutenzioni o servizi, facciamo il tampone rapido, e anche ospiti e personale ogni 15 giorni lo rifanno». Le infermiere sono preparatissime in materia. «Una delle infermiere è responsabile delle normative Covid ed è costantemente aggiornata sulle direttive da seguire. Inoltre tutte hanno fatto un corso e fanno i tamponi. Nel giro di 15 minuti si ha il risultato e fino adesso va tutto bene – prosegue la presidente Bolzoni – siamo veramente ligi e seguiamo con rigore le direttive. Tutti sono bravissimi e attenti». Quanti anziani possono essere ospitati nella struttura? «Abbiamo 10 camere da due letti, per un totale di 20. Dall’inizio della pandemia è stata riservata una stanza per un eventuale bisogno di isolamento, quindi al momento sono 18 posti. Viene utilizzata per i nuovi ingressi perché, anche se arrivano con il tampone negativo, restano 14 giorni in isolamento, e anche coloro che sono costretti ad andare in ospedale per esami, una volta tornati vanno in isolamento». Tanto rigore va a discapito degli ospiti, come fate a risollevare loro il morale? «Sicuramente gli ospiti hanno nostalgia dei parenti, ma il personale è molto attento, chiacchiera con loro e anche io a volte vado a raccontare quello che accade in paese. Con l’estate speriamo che si possano organizzare incontri all’aperto, su appuntamento, nel bel parco della struttura».

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