Aggiornato al 14 Giugno 2024

Stresa, Legambiente critica sulle potature degli alberi. Il sindaco Severino: «Non si tratta di tagli indiscriminati»

Torna la primavera e con la bella stagione il problema delle potature, o meglio “capitozzature” degli alberi. A Stresa Paola Boni e il direttivo del Circolo di Legambiente “Il Brutto Anatroccolo”, denunciano che «le drastiche “capitozzature” sono altamente dannose per la salute del nostro patrimonio arboreo e di questo avevamo informato il sindaco Marcella Severino e l’assessore all’Ambiente Alessandro Bertolino. Ci spiace non essere stati ascoltati, non per la nostra autostima, ma per l’amore che nutriamo per il nostro paese. Ci spiace osservare come si voglia continuare in una pratica dannosa e altamente sconsigliata da una legge dello Stato italiano del marzo 2020». Legambiente si riferisce ai lavori di potatura che si stanno effettuando proprio in questi giorni sulle piante che si trovano in vari punti della città. Il primo cittadino Marcella Severino risponde prontamente spiegando il significato della parola “capitozzature”. «Le “capitozzature” – dice Severino – sono il “taglio indiscriminato del fusto, delle branche primarie o di grossi rami” di un albero, quello che stiamo facendo noi, e come si fa ormai almeno da 50 anni a questa parte, è la potatura dei ricacci, i germogli, della stagione precedente. Non posso permettermi che ci siano cadute di rami o altro in luoghi dove c’è viabilità e passaggio come viali e piazze. Si stanno eseguendo questi lavori per salvaguardare l’ordine e la sicurezza, ma non nuocciono alle piante». Non si può certo dire che il sindaco non abbia a cuore gli alberi del suo comune. Sabato 20 marzo, infatti, i treeclimber sono intervenuti su una canfora molto antica che si trova nel parco della palazzina Liberty. «Questa sulla quale siamo intervenuti, con una spesa di 2.600 euro, è una delle tre canfore storiche di Stresa. Durante la prima nevicata, quella che è stata definita “pesante” per via dell’acqua mista a neve, erano caduti dei rami e la pianta non era più equilibrata. Dopo aver sentito l’agronomo si è deciso di intervenire con un’importante potatura per riequilibrare l’albero, inoltre sono stati messi dei bracciali tiranti per metterla in sicurezza. Mi sta a cuore la salvaguardia degli alberi e questo lo dimostra, ma i boschi restano boschi e non si trovano in città».

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