Aggiornato al 17 Luglio 2024

I Carabinieri del Nas hanno controllato i locali vicini agli impianti sciistici: 11 le sanzioni comminate

Hanno toccato anche il Vco, oltre che le province di Torino e Vercelli, i controlli nel settore igienico-sanitario in alcune aree interessate da impianti sciistici, alpino e di fondo, avvenuti nelle scorse settimane da parte dei Carabinieri del Nas di Torino. «Nelle corso delle attività – hanno fatto sapere dal Comando Carabinieri per la tutela della salute – che si sono concentrate nelle località del comprensorio Via Lattea, dell’Alta Valsesia e della val Formazza, sono state svolte 20 ispezioni, eseguite anche grazie al supporto dei Comandi Stazione Carabinieri competenti per territorio, a seguito delle quali sono stare riscontrate 11 situazioni di irregolarità igienico-sanitaria di tipo amministrativo, nei casi più gravi di tipo penale». Sono state dunque sette le persone – titolari di esercizi di bar o ristorazione che si trovano in prossimità degli impianti – deferite in stato di liberà all’autorità giudiziaria «perché ritenute responsabili – hanno fatto sapere ancora dall’Arma – di detenzione di un totale di 550 chilogrammi di prodotti alimentari, ovvero preparati gastronomici, carni, prodotti lattiero-caseari e ortofrutticoli, destinati alla somministrazione alla clientela sebbene da ritenersi in cattivo stato di conservazione poiché sottoposti a congelazione arbitraria in assenza di idonea etichettatura attestante la tipologia, data di avvenuto congelamento, di scadenza, rintracciabilità». In due casi, inoltre, i militari hanno riscontrato «l’omessa indicazione alla clientela dello stato di congelato all’origine di taluni alimenti presenti in menu; in un caso, infine, i militari sono dovuti intervenire sottoponendo a sequestro i prodotti alimentari stoccati in un deposito allestito all’esterno del locale, in assenza di qualsivoglia protezione degli agenti atmosferici». Ed ancora sono state contestate «violazioni amministrative connesse con l’errata etichettatura di alcuni alimenti, la mancata predisposizione del manuale di autocontrollo, la presenza di carenze igieniche sul piano della pulizia dei locali e l’omessa apposizione della cartellonista indicante la capienza massima consentita al fine di garantire il corretto distanziamento interpersonale quale misura di contenimento per la diffusione del Covid-19». Complessivamente, dunque, sono state comminate sanzioni per un totale di 7.400 euro. 

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